Alcune riflessioni e il progetto CoRome

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Come probabilmente quasi metà della popolazione mondiale, sono in quarantena a causa del virus Covid-19 e sono relegata a casa da 3 settimane circa. Questa costrizione mi sta forzando a rivedere alcuni automatismi mentali acquisiti e alcuni punti di vista deviati da anni di frenetica quotidianità. Il periodo d’incertezza in cui stiamo vivendo ha rivoluzionato la struttura delle nostre giornate che improvvisamente si sono svuotate di appuntamenti e di alternative, lasciando spazio a riflessioni e al senso di attesa.

Gli spazi esterni sono lande desolate e la socialita’ si sta sviluppando in nuove direzioni. Da un lato la convivenza forzata ci ha permesso di riscoprire la gioia di stare insieme e l’arte della pazienza; dall’altro le relazioni sono diventate nella maggioranza dei casi virtuali ma fra persone piu’ umane, addolcite dalla paura.

Molte sono le fotografie della citta’ in cui vivo, Roma, deserta e nuda, pubblicate sul web e quelle che pubblico oggi hanno catturato in particolare la mia attenzione per il loro impatto visivo.

E’ il progetto di m²ft , uno studio di architettura fondato da Flavio Martella Maria Vittoria Tesei con base a Roma e a Madrid.

Come spiegano i due giovani architetti e creativi (nella mia traduzione dall’inglese):

“Roma. Una citta’ caotica, rumorosa, popolata, affannata, inquinata e vivace. Le immagini dei posti e dei monumenti di Roma non si possono scindere dalle migliaia di persone che li affollano: sono uno strato continuo che caratterizza la citta’. O almeno la citta’ prima del coronavirus.

Oggi Roma si presenta, come molte altre citta’ nel mondo, in una veste in cui non l’abbiamo mai vista. Pura architettura senza gente: pura forma senza utenti; pure urbanizzazione senza popolazione urbana, puro spazio pubblico senza pubblico. Uno scenario temporaneo che ha un sapore apocalittico e ricorda alcune distopiche storie e film che speravamo rimanessero solo nell’immaginazione collettiva.

Eravamo coscienti infatti che viviamo in una realta’ fragile, perennemente sull’orlo del collasso ma non pensavamo potesse essere cosi’ debole. Grazie al coronavirus entriamo in una nuova era in cui tutte le scelte passate possono essere messe in dubbio, avendo vissuto, sebbene brevemente, questa realta’. Questo per cui e’ un progetto che indirizza criticamente le situazioni urbane che stanno emergendo dalla pandemia. Mostra poi l’atmosfera tossica che e’ coscientemente ed incoscientemente attribuita allo spazio pubblico ed alle situazioni ad esso connesse, accentuando l’idea di paura che oggi e’ associata ad esso. Per fare questo, abbiamo usato uno stile grafico ispirato alla fantascienza, per sottolineare come, fino a pochi giorni fa, queste situazioni sembravano essere possibili solo nelle storie.”

Immagini cortesia di m²ft Studio