Seguo Vito Nesta da qualche anno ed il suo mondo, attraverso la sua creatività, mi è diventato familiare.

E’ un mondo familiare ed esotico, il chiaro risultato di numerosi stimoli.

Nato in Puglia, laurato a Firenze e adottato da Milano, Vito Nesta è un viaggiatore insaziabile, una di quelle persone che vive il concetto di viaggiare e per cui viaggiare significa esplorare. Può trovare ispirazione in viaggi lontani o anche solo vagando per le strade della città in cui vive: il segreto è voler scoprire nuove cose, a curiosità ti porterà a trovare qualcosa di magico anche dietro l’angolo.

Gli ho fatto una piccola intervista e Vito, come sempre, è stato un gentleman.

Nei tuoi design si rispecchiano le molteplici ispirazioni che accumuli
viaggiando e un’immaginario esotico che spazia nel tempo. Hai un archivio di immagini ed oggetti, libri o altro che fungono da ispirazione?

Ho un grande archivio fatto di materiali che provengono da tutti i viaggi che faccio. Mi piace tanto girare per mercati, mercatini, perdermi per le strade di una città che non conosco e spesso mi imbatto in vecchi rigattieri, vecchie librerie e li, forse le attiro, trovo sempre delle cose meravigliose. Frequento molto anche le aste dove acquisto antiche incisioni, libri e tutto quello che mi colpisce.
Tutto poi può diventare fonte di ispirazione, ad esempio una mia collezione di piatti Natsumi per il mio brand Grand Tour, sono una mia reinterpretazione dei decori delle ante di un vecchio armadio.

A quale, fra i tuoi design e progetti, sei più affezionato e perché?
Sono affezionato, più o meno a tutti i miei progetti perché ognuno di questi ha da raccontare una storia, la mia e quella del progetto stesso. Alcuni però mi hanno dato maggior soddisfazione e ci sono più affezionato. Di solito però sono più legato agli ultimi progetti perché, come quando nasce un bambino, hanno bisogno di più attenzioni.

Nella tua recente mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi”  curata da Annalisa Rosso e sponsorizzata da Bonaudo, presso le meravigliose stanze di Giuseppe Verdi del Grand Hotel et de Milan, hai dato nuovamente prova della tua raffinata sensibilità cromatica. Come è nata l’idea di queste installazioni site-specific? 
Dopo aver visitato per la prima volta il Grand Hotel e la sala Verdi, due anni fa circa, mi sono follemente innamorato di quel luogo. Mi sono promesso che se avessi dovuto presentare la mia prima mostra personale sarebbe dovuto accadere lì e solo lì. Il Grand Hotel è un luogo denso di storia, ricco di avvenimenti carichi di significato che hanno segnato i suoi oltre centocinquanta anni di esistenza; ci son passate tantissime personalità ed ognuno di loro ha lasciato una traccia. Con “Musica da Viaggio” ho cercato di raccontarne alcune, ad esempio con la collezione di piatti Grand Hotel de Milan che raccontano Milano attraverso la mia reinterpretazione di materiali storici sulla città di Milano che si trovano in giro per le stanze dell’Hotel oppure con due vasi canopi realizzati da Ceramiche Gatti che riprendono due statue iconiche dell’Hotel, una dedicata all’abolizione della schiavitù in Brasile e l’altra un moro che tiene una grande lanterna.Il tutto è stato poi contornato da un’installazione in scala architettonica, utilizzando le pelli in una gamma di colori eleborate ad hoc, prodotte da Bonaudo, azienda leather nella realizzazione di pelli di alta qualità che ha sponsorizzato l’intero progetto.

Musica da Viaggio”ha restituito un pezzo di storia della città senza relegarlo alla musealità ma anzi offrendo una nuova visione.

Che consiglio daresti ai nuovi designer?
Il consiglio che darei ai nuovi designer è quello di avere tanta pazienza e perseveranza. Questo lavoro è diventato tanto, molto difficile e non è semplice raggiungere dei risultati nell’immediato. L’importante è porsi degli obbiettivi e perseguirli difendendo il proprio sogno.

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La mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi” al Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).
La mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi” al Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).
Vito Nesta nelle stanze del Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).