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Il lavoro profondo e Alfhild Külper

Ci sono libri che hanno il potere di creare consapevolezza. Mentre li leggi un nuovo pensiero si insinua nella tua testa e capisci qualcosa di nuovo di te, della vita o degli altri. Questi libri, volente o nolente, diventano parte di quello che sei perche’, anche se poco, ti cambiano.

Al momento sto leggendo “Deep Work” di Cal Newport. Non so ancora se questo lungo saggio entrera’ a far parte dell’olimpo dei libri che mi hanno formato ma posso dirti che mi ha gia’ dato tanto da pensare.

Il lavoro profondo (se vogliano trovare una traduzione al titolo ed oggetto del libro di Newport) e’ quello che fai quando ti concentri senza distrazioni per un lungo periodo di tempo. E’ un lavoro di qualita’, focalizzato, prodotto in uno stato di totale attenzione. E’ quello che la maggioranza degli artigiani fa quotidianamente: dedicano la loro completa applicazione a quello che stanno facendo, ogni passaggio e’ importante, qualsiasi distrazione potrebbe compromettere il risultato finale. E’ quello che fa Alfhild Külper quando realizza le sue bellissime creazioni di lana. Reduce da un lavoro stressante e frenetico come capo design in una casa di lusso, Alfhid non vedeva l’ora di impegnarsi in qualcosa di piu’ materiale e sentiva il desiderio di produrre qualcosa, perche’ no, di intricato e soffice.

Ha cominciato a creare dei tappeti bellissimi, intrecciati a mano, ispirati dalla natura. Ogni pezzo richiede molte ore di attenzione paziente, molte ore di deep work.

I tappeti di Alfhid Külper sono pezzi che durano per sempre, che combinano emozioni tattili e visive.

(Fotografie cortesia dell’artista)
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8 cose di Ikea che vale sempre comprare

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Ho letto da qualche parte che il fondatore di Ikea Feodor Ingvar Kamprad, uno dei piu’ grandi imprenditori di sempre, aveva un sogno semplice ma ambizioso quando ha fondato Ikea all’eta’ di diciassette anni: voleva che ci fosse un pezzo di Ikea in ogni casa. E’ quasi riuscito ad esaudire il suo sogno, Ikea e’ il marchio di arredamento e oggettistica per la casa piu’ famoso al mondo.

Ho selezionato 8 pezzi che sono assolutamente da comprare da Ikea, design ormai classici ai soliti prezzi convenienti della casa Svedese. Tutti si adatteranno perfettamente nella maggioranza degli spazi.

Stilren e’ un vaso in gres porcellanato dalla linea elegante che sta benissimo a contrasto con tutto.

La collezione Sinnerlig di Ilse Crawford, lanciata nel 2015 mi piaceva tutta e mi sono pentita di non aver comprato piu’ pezzi, molti non sono piu’ disponibili sfortunatamente. Uso il pendente Sinnerlig quando ho bisogno di una lampada a buon mercato che crea una luce diffusa e calda.

La Billy per anni e’ stata una delle poche librerie economiche profonda meno di 40 cm (28 cm). E’ un design molto semplice, sparisce all’interno di uno spazio che e’ quello che vuoi da una libreria che non sia di design.

La cornice Ribba viene usata in tutto il mondo, anche da artisti e designer, il che la dice tutta.

Di solito uso il tavolo Hol quando ho bisogno di un contenitore spazioso per i miei clienti., non l’ho mai usato come tavolo. Spesso gli faccio mettere dei cardini di modo che il coperchio diventi uno sportello e a volte lo pitturo.

Stilren vase
Gronodal chair
Sinnerlig light
Lustigt tool box
Ribba frame
Billy bookshelves
Lohals rug
Hol storage/table
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Lo spirito del macramè

Dietro queste bellissime creazioni in macramè, c’è una giovane donna di nome Carla Rak con molto da dire e un brand molto promettente Aprile, lanciato da poco.

L’abbiamo intervistata per scoprire la sua storia, capire da dove viene la sua ispirazione e approfondire i suoi progetti.

Hai alle spalle anni d’esperienza come photo-editor. Come sei arrivata dall’immagine al design artigiano?


Per anni la mia principale occupazione è stata la fotografia. Photoeditor nell’Agenzia Contrasto, ho piegato i miei studi– una laurea in Sociologia e un Dottorato di ricerca in Comunicazione – alla ricerca visuale, ottenendo per questi riconoscimenti dall’Istituto Italiano di Studi Filosofici e dalla Fondazione Benetton. Dal 2011 ho iniziato ad insegnare Editing e fotogiornalismo all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma, dove tuttora insegno.

Eppure, terminati gli studi universitari, ho sentito il bisogno di continuare un percorso di ricerca, stavolta personale. Ho lasciato l’agenzia e ho iniziato ad affiancare al percorso in ambito fotografico quello artistico, al cui centro si pone l’esplorazione di temi a me cari, con l’uso di tecniche e strumenti diversi, di volta in volta appresi e scelti a seconda del contenuto che era mia intenzione veicolare.
Si alternano nei miei lavori principalmente fotografia, collage, scrittura e tessili. Da pochi mesi è uscito il mio libro Eyes as Oars, una sperimentazione nell’uso delle immagini d’archivio (Montanari editore). Più in particolare, il mio lavoro con i tessili è iniziato con il ricamo e l’uncinetto, che ho appreso da autodidatta. Non erano per me strumenti con cui realizzare cose utili, come maglioni o quant’altro. Piuttosto, mezzi che usavo per concetti o stati d’animo. Ne sono nate maschere tessili, una gigantesca mano ad uncinetto esposta a Milano nel 2015, collage tessili, riflessioni ricamate o al filet.

Solo all’inizio del 2019 mi sono avvicinata al macramè, anche questo appreso da autodidatta, ed è nato AprileTextiles.
Mi piacciono le tecniche che consentono, a partire da uno strumento semplice, da pochi mezzi, di creare un numero pressoché infinito di possibilità diverse. Un ago, un uncino o come in questo caso, le sole mani. Rispetto ad altre è una tecnica a cui ci si avvicina facilmente e velocemente, ma l’esplorazione sta nel trovare un proprio linguaggio, coerente e suscettibile di ulteriori sviluppi.

La casa è per me un luogo importante e altamente simbolico, dove trovo giusto contornarsi di oggetti caldi e durevoli piuttosto che solo di oggetti industriali e dalla vita breve. Gli arazzi in macramè possono essere una decorazione semplice ma che non passa inosservata, così come– declinati in grandi dimensioni – il pezzo forte di una stanza. Ma soprattutto, con la complessità dei nodi, la matericità delle corde, sono capaci di scaldare immediatamente l’ambiente in cui si trovano ad essere ospitati.

Le tue creazioni rivisitano in una chiave molto contemporanea ed elegante la tecnica del macramé, cara alla tradizione mediterranea. Da dove arriva in particolare l’ispirazione per i tuoi artefatti? 


Nel campo dell’immagine, come nel collage, mi rendo conto che muovo sempre di più verso l’astrazione e lo studio delle forme. Il macramè di per sé è una tecnica molto decorativa, con cui puoi creare pattern complessi e sfarzosi. La sfida per me è quella di rispettare questa sua natura tentando tuttavia di asciugarla, renderla più minimale senza per questo farla apparire fredda. Trovare un equilibrio. Tuttavia è una sperimentazione continua: di lavoro in lavoro spesso utilizzo corde molto diverse tra loro, e ognuna di queste ti richiede di imparare a conoscerla; ognuna rende i nodi diversamente, collabora in modo diverso al progetto che avevi in mente, e questo fa sì che spesso l’idea di partenza venga trasformata nella fase processuale. Qualsiasi lavoro in questo campo è il frutto di una collaborazione/scontro tra quello che hai in mente e la tecnica che stai utilizzando.
Il macramè all’estero è molto di moda, soprattutto nelle sue declinazioni boho, lontane dai miei riferimenti. I miei sono piuttosto la geometria e la collaborazione armonica tra le forme. Una grande ispirazione sono le decorazioni della mia città (Roma), o almeno quello che rimane di un tempo in cui le cancellate, i balconi, gli androni dei palazzi, la pavimentazione pubblica, vivevano di decorazione, per il semplice e vitale motivo che erano più belli. Questo è oggi considerato superfluo e antieconomico, e tuttavia ritengo che continuiamo ad averne bisogno. Per questo spesso li fotografo per strada come una sorta di sketchbook.

Gli intrecci di Aprile sono fatti a mano e sono totalmente sartoriali sia nella misura che nella forma e l’intreccio; si prestano per decorare uno spazio in molti modi diversi.  Come vengono maggiormente usati dai tuoi clienti?

Per adesso sono utilizzati prevalentemente come arazzi da parete. Tuttavia il macramè è una tecnica molto versatile, può essere usata per realizzare sedute, lampade, divisori di spazi, tappeti e molto altro. In questo caso non puoi prescindere dal disegnarli e realizzarli ad hoc per il cliente.


Le tue creazioni sono prevalentemente bianche o nere. Hai mai pensato di sperimentare intrecci di più colori o di un altro colore?

Proprio nell’ultimo pezzo realizzato ho inserito un accenno di colore. Vedremo. Mi piacerebbe sperimentare in così tante direzioni che mi servirebbero più vite. Piano piano. Nei miei progetti c’è anche di proporre a breve con Aprile complementi d’arredo realizzati anche con altre tecniche. E lì, almeno nella mia testa, ci sarà molto colore.

(Fotografie di Aprile)

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+deco, this year it is the 9th best trending interior design blog!

I started +deco a few years ago, during a transitional period of my life when many things were changing . I started to write the blog just after I had given birth to my son and after I had left my full time job to start my free lance career. Whilst writing and designing +deco, I have learnt a lot about technology, graphic design, people and myself. Somehow, +deco and myself have grown together and I have gained much more confidence as a woman, a professional and a blogger in the last few years.

I have always been the kind of person who can manage to get by without much effort. I finished university with full marks , I managed to build a nice life in London even if I couldn’t speak English much when I moved there and I had never studied it, I have always done ok at sports because I am tall and lean, I have always been able to do ok without committing too much to anything.

But at some point in my life I discovered that if you want to have control over your life, you need more, you need to know what you want and be persistent in achieving it. What you want can be whatever you like, what you enjoy or simply something that attracts you. Now, I still have a bit of road to do professionally but I have definitely become the person I wanted to be and I hope this reflects on my blog.

The full list of the Best Trending Interior Design Blogs, here.

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Train your eyes

La parte migliore di avere un blog ben avviato è che designer da tutto il mondo ti contattano per un saluto e per presentare i propro design (già in passato facevo questa considerazione, nel post su Valerio Vidali).

La settimana scorsa, una gentile giovane designer cinese , Yingjie Chen, mi ha scritto un’email offrendomi l’opportunità di scoprire le sue collezioni.

Nonostante sia giovanissima, il suo curriculum è ricco di competenze e riconoscimenti.

I suoi pezzi sono belli e facili da spedire (quindi a ridotto impatto ambientale) perché si piegano e sono smontabili.

Ho fatto a Yingjie Chen alcune domande riguardanti il suo approccio al design e la sua ispirazione:

Hai sempre avuto il desiderio di disegnare oggetti di design?

“Il mio interesse nel disegnare oggetti è cominciato quando ho intrapreso la mia laurea triennale in design industriale. Mi piace risolvere i potenziali problemi di prodotti esistenti ed analizzare l’interazione degli utenti con i prodotti. ”

Chi sono i designer che ti ispirano? 

“Sono stata ispirata da molti designer e architetti. Quello che mi ha ispirato maggiormente è il designer francese Philippe Stark. Il suo design spazia da un piccolo spazzolino da denti a grandi progetti e i suoi prodotti hanno tutti una grande personalità. Sono anche ispirata da I.M Pei, Renzo Piano, Frank Lloyd Wright e molti altri. ”

Quale oggetto di uso quotidiano di sarebbe piaciuto disegnare? 

“Mi piacerebbe disegnare più prodotti per la cucina, come frullatori, pentole e utensili. Mi piace cucinare e mi rendo conto che un prodotto per la cucina ben disegnato può fornire all’utente un’interazione più funzionale e una migliore esperienza.”

Qual’è il tuo consiglio per i giovani designer? 

“Train your eyes! Esercita gli occhi! Esplora tutto quello che c’è intorno a te, dalla natura alle costruzioni, dagli animali ai prodotti. Penso che in quanto designer, tu debba avere un occhio attento a vedere le cose belle nella vita e trarne ispirazione. La cosa bella di essere un designer è che abbiamo il potere di creare prodotti funzionali e estetici, che migliorano la vita di tutti i giorni della gente.

Adesso vivi negli Stati Uniti, cosa ti manca della Cina? 

“Studio negli Stati Uniti da quattro anni e quello che mi manca di più è sicuramente la mia famiglia che ha sempre supportato i miei studi e la mia carriera. Mi manca anche la cucina cinese!”

 

Sono sicura che Yingjie Chen farà una carriera brillante e spero che quando verrà a Roma mi chiamerà per un caffè e una chiacchiera sul design e la cucina cinese!

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Piero Lissoni Color Collection

Tre anni fa abbiamo visto molti muri blu, due anni fa molti muri neri e l’anno scorso abbiamo visto molte muri rosa e bordeaux.

Speriamo nel 2018 di vedere molte pareti pitturate con vernici naturali e eco-friendly.

Possiamo cominciare dalla Color Collection di Piero Lissoni per Kerakoll ad esempio; sono a base d’acqua, inodori, esenti da VOC, prive di formaldeide, alchilfenoli etossilati (APEO), coalescenti, plastificanti e metalli pesanti.

E sono disponibili in 100 colori bellissimi.

Spero vivamente che questo sia il futuro della pittura per interni.

Mi piace molto il verde, il terracotta e il blu polvere delle prime tre foto dall’alto nel finitura gessosa extra-opaca @GEL PAINT.

Piero Lissoni, -direttore creativo di marchi come Alpi, Boffi, De Padova, Lema, Living Divani  e il designer dietro alcuni iconici pezzi d’arredo degli ultimi anni- sa quale effetto, prestazione e qualità cerca quando sceglie le pitture per i suoi progetti, quindi chi meglio di lui poteva lavorare con Kerakoll alla creazione di una nuova linea colore ? ?

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Idee fai-da-te con i blocchi di cemento

Qualche giorno fa ho visto un tavolino carino fatto con dei blocchi di calcestruzzo in un bar e mi ha ispirato questa selezione di progetti fai-da-te che utilizzano blocchi di calcestruzzo o cemento.

I blocchi di cemento si trovano in commercio in diverse misure standard e vengono spessissimo utilizzati nell’edilizia per il loro basso prezzo. Un blocco costa circa 2 euro (in questo giorni due euro sono più o meno 2 sterline e due dollari, giusto per darvi un’indicazione di massima). I buchi rendono i blocchi più leggeri senza comprometterne la resistenza meccanica.

Se ti piace il look industriale, i blocchi in cemento possono essere usati come gambe per letti e tavoli e in molti altri modi creativi, alcuni dei quali potete vedere nelle immagini qui sotto. Mi piace l’idea di usarli come vasi.

I blocchi di cemento sono già di per sè molto caratterizzanti quindi. se decidete di usarli, ricordatevi di mantenere il contesto semplice, non troppo carico e scegliete elementi decorativi in stile. Il cemento, ad esempio, si abbina bene al legno vissuto. Abbinare comodini al letto su base di blocchi di cemento pitturati di nero (quarta foto dall’alto) non è impresa facile per esempio; meglio non mettere nulla o optare per delle semplici mensole sospese bianche.

Per altre immagini su come usare il cemento nell’arredare le vostre case, guardate la selezione di post sul mio blog che parlano dell’argomento.

Da Google Be

Image credit :Dwell

Image credit : Little Miss Momma

Image credit : Design Tripper

Image credit : FANCY!

Image credit : Wise DIY

Image credit : Home Edit

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Il ristorante Hueso, una storia di fratelli e di ossa

Hueso è un ristorante in Guadalajara, in Messico progettato da Cadena+Asociados di Ignazio Cadena e gestito dallo chef Alfonso Cadena.

E’ un storia di fratelli e di ossa, in breve.

A prima vista, l’interno sembra essere dominato dal colore bianco e dal caldo colore degli arredi in legno. Ci vuole qualche attimo per capire pienamente e apprezzare la complessità delle decorazioni. I muri sono ricoperti da carcasse di animali, ossa, teschi, diversi oggetti rubati dalla cucina, ritagli di stoffa o carta, disegni di animali, scatole usate come cornici, pezzi di legno usati per incorniciare; tutto è rigorosamente pitturato di bianco, bianco o di un colore naturale.

Questa seconda pelle copre quasi ogni centimetro delle pareti fino al soffitto di questa bellissima costruzione anni quaranta nello stato occidentale di Jalisco. Davide Dormino nel suo studio ha fatto qualcosa di simile, creando angoli d’arte e di memoria.

A parte le tantissime ossa su cui vi lascio libero commento, rivestire i muri con oggetti pitturati nello stesso colore del muro è una buona alternativa alla solita paere ricoperto di cornici, disegni, foto e quadri di diversa forma e foggia.

Bellissimo il grembiule dello staff (nella foto lo chef e manager Alfonso Cadena): un’altra idea da copiare.

L’esterno del ristorante è ricoperto da semplici piastrelle bianche quadrate adornate con segni neri che tanto ricordano gli Aztechi.

Le ceramiche sono di José Noé Suro, le piastrelle di José Noé Suro e prodotte da C+A.

Fotografie di Jaime Navarro.

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I biglietti da visita +deco pronti per Milano!

It is that time of year again, the Salone del Mobile has opened and from tomorrow I will be in Milan, ready to spot the news in the world of design and furniture!

The mission this year will be finding what is really original at the Salone del Mobile, not an easy task in this year sharing era!

I will post some images in the next few days. Do not miss the future posts!

Below there are some photos of +deco business cards, painted by me with splashes of colors (black, pink, forest green and red).

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Multicoloured stripes

 +deco_seletti_chest_of_drawers_stripes
+deco_lampshades_squint_limited
+deco_original_retro-style-striped-velvet-armchair +deco_ikea_rug_stripes
+deco_anne-claire-petit-mama-elephant-croc
L’era del minimalismo, del tutto grigio e preciso, è finita. I colori sono tornati finalmente. Ci mettiamo pantaloni gialli e magliette corallo, scarpe fosforescenti e accessori dorati. Le nostre case si tingono di nuovi arancioni, di verdi menta e di vivaci gialli. Considerato che molti paesi al momento stanno attraversando una crisi economica, abbiamo bisogno di dare un tocco di luce e colore ai  nostri giorni e alle nostre stanze. Detto fatto con uno degli oggetti qui sopra (ma state attenti a non esagerare con le strisce!).
 Dall’alto:
Seletti: Como’ “Trip- 3 drawers” 
– Poltrona  vintage rivestita da Not On The High Street
Squint Limited :paralume
Ikea : tappeto “Randerup” 
Anne-Claire Petit : orsacchiotto a forma di elefante
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