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Beeline Design, per esempio

Sto covando (letteralmente) delle idee per degli arredi, devo trovare il coraggio e il tempo di realizzare le mie idee. Nel frattempo osservo ed ammiro brand come Beeline Design che con una forte vocazione e tanta passione, sono riusciti a creare una bellissima collezione di arredi.

Adam Brislin e Lucy Grant hanno disegnato sgabelli, tavoli, letti, luci e oggetti per la casa dal 2010. Ogni pezzo e’ prodotto nel loro laboratorio di Melbourne in Australia usando legnami di origine sostenibile e materiali di qualita’. Adam ha 15 anni d’esperienza come falegname o piu’ appropriatamente artis

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Adam Brislin and Lucy Grant hanno disegnato sgabelli, tavoli, letti, luci e oggetti per la casa dal 2010. Ogni pezzo e' prodotto nel loro laboratorio di Melbourne in Australia usando legnami di origine sostenibile e materiali di qualita'. Adam ha 15 anni d'esperienza come falegname o piu' appropriatamente artista del legno e sono entrambi incredibilmente appassionati di quello che fanno e creano.

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Adam Brislin and Lucy Grant hanno disegnato sgabelli, tavoli, letti, luci e oggetti per la casa dal 2010. Ogni pezzo e' prodotto nel loro laboratorio di Melbourne in Australia usando legnami di origine sostenibile e materiali di qualita'. Adam ha 15 anni d'esperienza come falegname o piu' appropriatamente artista del legno e sono entrambi incredibilmente appassionati di quello che fanno e creano.
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Images courtesy of Beeline Design

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Il mio debole per Settembre e l’Hotel La Minervetta

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Amo Settembre. Amo la luce dorata tipica di questo mese che sembra sublimi colori e forme. Amo il cielo terso e le serate fresche. Amo la sensazione di calma e rinascita che conservo dalle vacanze estive, l’atteggiamento positivo e la visione speranzosa che l’aver rallentato il passo ed un piu’ organico contatto con la natura hanno lasciato in me dopo i mesi estivi.

Adoro il fatto che in Italia Settembre e’ semplicemente la fine dell’estate e non, come in altri paesi, l’inizio della stagione fredda. Mi piace quella leggera nostalgia che si sente nell’aria perche’ e’ bilanciata dalla prossimita’ di un’altra vacanza, Natale.

Amo sedermi davanti al mare a Settembre e in Autunno: poter contemplare l’immensa distesa blu quando la maggior parte dei turisti e’ partita e’ un lusso che pochi colgono.

Ancora meglio quando lo puoi fare da un bel posto con una sua spiccata personalita’ e bellissime viste. L’Hotel La Minervetta a Sorrento rappresenta il perfetto rifugio per il mio umore Settembrino.

Trovo bellissimo il modo in cui questo boutique Hotel e’ stato decorato con colori e motivi marini e una ben bilanciata combinazione di pezzi d’artigianato locale ed eclettici quadri e fotografie. Questa esplosiva combinazione di colori rende l’Hotel unico e accogliente.

Righe, quadri, zig-zag, pois e disegni tipici delle piastrelle della zona decorano muri, pavimenti, sedie, sdraio e letti; l’uso principalmente di due colori, il rosso ed il blu, rende le varie idee decorative un unicum.

Amo le ceramiche del pavimento del living che sembrano liquide, rendono lo spazio come fluttuante sull’acqua. Mi piace l’estesa, eterogenea collezione di oggetti e arredi: tutto contribuisce a creare un contesto marino e gioioso che celebra il carattere della costiera in cui l’Hotel La Minervetta si trova.

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Fotografie di Bernard Touillon, per gentile concessione dell’Hotel La Minervetta

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Cristina Celestino per Fornace Brioni

L’Italia è famosa in tutto il mondo per il suo raffinato artigianato tramandato da generazione in generazione ma anche per l’elegante creatività e l’abilità di progettare design che attraversano il tempo. In Italia ci sono molte imprese a gestione familiare che sono riuscite a raggiungere una clientela internazionale. Versace, Brunello Cucinelli, Trussardi, Natuzzi sono solo alcuni dei marchi creati da famiglie nel nostro paese: dopo tutto sappiamo tutti che gli Italiani sono persone di famiglia.

Queste imprese sono arrivati al successo, sono sopravvissute e hanno imposto il loro nome perché sono riusciti a mantenere la qualità di quello che producono ma anche a stare al passo del tempo anche grazie a collaborazioni illustri.

Fornace Brioni è stata creata nel 1920 dalla famiglia Brioni e fin da allora produce pavimenti in terracotta. La fabbrica è vicino Mantova, a Gonzaga ed è ancora dalla quarta generazione della famiglia (Alessio e Alberto Brioni).

Fornace Brioni sta vivendo un periodo di estrema popolarità grazie alla loro storia nella produzione della terracotta e grazie anche al matrimonio con l’architetto Cristina Celestino, direttore creativo del brand dal 2007.

Cristina Celestino ha disegnato alcune collezioni per Brioni: Scenografica prende inspirazione dalle scenografie Barocche; Giardino delle Delizie è ispirata delle grotte dei giardini rinascimentali; Giardino all’Italiana è basato dall’idea di disegnare la natura.

A seguire alcune immagini delle collezioni di Fornace Brioni disegnate da lei. Non sorprende se sono così diffusamente instagrammate.

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Mi sono innamorata di questo rifugio

Ai piedi del Monte Rosa (dal colore che prende in certi momenti della giornata), in una sorte di valle tempestata di massi caduti come briciole dalle pareti rocciose, siede un rifugio costruito nel 1925 e ri-decorato nel 1980 (vedi i tavoli in formica), il Rifugio Zamboni-Zappa.

Ho passato una notte lì con Alex e Giulio e all’occasione ho fatto almeno una trentina di foto. Svegliarsi in questa location meravigliosa e fare colazione in questo rifugio dagli interni così particolari, è stata sicuramente un’esperienza da rifare.

Il rifugio si adagia proprio sotto la parete Est del Monte Rosa, offrendo un punto di vista unico sull’imponente massiccio. Per arrivare al rifugio, bisogna prendere due seggiovie da Macugnaga (o camminare, dipende dalle tue gambe) e poi arrampicarsi per sentieri panoramici e ghiacciai per circa un’ora (anche in questo caso, dipende dalle tue gambe).

Il rifugio è gestito da una coppia molto carina e amichevole e ospita la notte o anche solamente a pranzo.

Io vi raccomando vivamente di dormire lì (non vi scordate di prenotare).

Quando, a metà pomeriggio, gli ultimi gruppetti di visitatori va via, ti ritrovi all’ombra delle vette del Monte Rosa, circondato dalla forza della natura, in una solitudine epica ma protetto fra le pareti di questo bellissimo rifugio.

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Su per i monti

La mia storia d’amore con le montagne è cominciata quando, ad appena un mese di vita, mia madre mi ha portato ai piedi del Monte Rosa. Da allora, praticamente ogni anno vado ad omaggiare questa montagna imponente e a carpirne un pò di energia sacra.

Mentre aspetto di poter andare, vi farò vedere un albergo che siede perfettamente fra le cime Dolomitiche, nell’area sciistica vicino a Madonna di Campiglio.

L’albergo a 5 stelle Hotel Lefay Resort & Spa Dolomiti è stato progettato da Studio Apostoli e ha vinto l’Hospitality Design Award 2020, promosso dall’Hotel & Tourism Forum.

L’architettura è stata ispirata dalle case del luogo e conversa con il territorio circostante attraverso le numerose e spettacolari finestre nelle ali dedicate alla spa e negli spazi comuni, come anche nelle accoglienti camere.

(Fotografie di Mattia Aquila)

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Angelot, come trasformare svantaggi in vantaggi

Angelot -una pasticceria a Xiasha in Cina- nasce dalla visione e dall’esperienza di due giovani ma ben navigati architetti cinesi, Yan Zhang e Jianan Shan, fondatori dello studio Say Architects.

Gli architetti sono riusciti a risolvere evidenti svantaggi della struttura, come la porta d’ingresso recessa dalla facciata ed il fatto che la finestra a tutta altezza all’interno non ha una bella vista. Non hanno cercato di nascondere questi svantaggi ma li hanno resi dei punti focali, degli elementi di forza.

L’entrata, ricoperta in ceramiche fatte a mano, è curva e accompagna i clienti all’interno, rivelando la sala da pranzo lentamente, come una sorpresa. Per dare un senso alle due differenti altezze fra il livello dell’entrata (molto basso) e la sala da pranzo (molto alto), hanno creato, ad unione, uno spazio con le utilità. Nella stanza principale hanno usato delle tende in cemento armato in fibra di vetro per ammordire la rigidità visiva del muro e delle tende semi-trasparenti per nascondere la non attraente vista. Qualche albero di limone- ciliegina sulla torta- porta un pò di natura all’interno della pasticceria.

Fotografie di Hao Zhang, cortesia di Say Architects.

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Palladium


Qualche settimana fa abbiamo parlato della collezione Origini di Tommaso Spinzi Design e di quanto il lavoro di design di Tommaso sia direttamente influenzato dalla sua esperienza e dalle sue passioni. Origini e’ una collezione ispirata dalla riscoperta della sua citta’: Tommaso si e’ recentemente trasferito a Milano dove ha passato alcuni anni lavorando come interior designer e designer di arredi in Svizzera, Australia e New York. E’ ritornato con una grande carica di energia e numerose idee in cantiere.

La settimana scorsa Spinzi Design ha presentato tre collezioni –Lamè, Planar e Meccano– alla Digital Design Week per il Fuorisalone (15/21 Giugno, la versione digitale perche’ per ovvi motivi il Salone del Mobile quest’anno non si e’ potuto tenere).

I suoi mobili sono in edizione limitata, creati con materiali diversi ma soni tutti molto scultorei. Palladium, ad esempio, lo sgabello e tavolino che vedete nelle immagini qui sotto, e’ un incontro raffinato di una linea curva e una linea dritta, di un rettangolo o di un disco con una lingua in acciaio. E’ uno dei miei design preferiti di Tommaso Spinzi per la sua sobria eleganza e la sua versatilita’.

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Casa Hoyos, come rendere speciale la tradizione nel 2020

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Casa Hoyos, un hotel boutique a San Miguel De Allende, e’ proprieta’ della famiglia Hoyos per 4 generazioni. L’hotel occupa una tipica casa colonica Spagnola in una delle piu’ storiche citta’ del Messico ed e’ stata ristrutturata da AG Studio.

L’albergo con 16 stanze si sviluppa attorno al cortile e i suoi archi con i colori dello stemma di famiglia, nero e pesca, contrastato dai muri rivestiti di un giallo pungente.

La scelta degli arredi e’ originale, i colori e le forme dei pezzi, molti dei quali sono stati disegnati per questo progetto, sono sapientemente mischiati. Il risultato e’ innovativo e tradizionale al contempo e riesce perfettamente a preservare lo spirito del luogo.

Fotografie di Diego Padilla
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Il tuo design Bee Home

Sapete tutti che IKEA e’ sempre stata all’avanguardia nella ricerca di design e ha sempre fatto uno sforzo per trovare soluzioni piu’ ecologiche per la produzione ed imballaggio ma questa volta si sono superati.

Il 20 Maggio, in occasione del United Nations International Bee Day, il laboratorio di ricerca e design di IKEA SPACE10 ha unito le forze con lo studio di design Bakken & Bæck e la designer industriale Tanita Klein per lanciare Bee Home, un design gratuito e open-source che permette a tutti di progettare la proprio casa per api in pochi minuti.

Funziona cosi’:

“Fase 1: Design. Vai al sito di Bee Home e design la tua casa per api sulla base di parametri definiti. Questo significa che non solo puoi selezionare la misura, l’altezza e l’estetica, ma anche definire se vuoi posizionare la tua Bee Home su un tetto, in un cortile o su un balcone. Questo rende il processo di design divertente, intuitivo e facile tanto che puo’ essere completato in pochi minuti.

Fase 2: Costruzione. Quando sei soddisfatti del tuo design, scarica i file con il design subito e gratuitamente e portali dal tuo falegname per far costruire la tua casa per api sul luogo e a richiesta. Sul sito https://www.beehome.design/ puoi trovare una serie di artigiani nella tua zona.

Fase 3: Posiziona. L’ultimo passaggio e’ posizionare la tua Bee Home e piantare dei fiori. “

Le api sono a rischio di estinzione a causa dei comportamenti dell’uomo e come spiega Myles Palmer, Manager at Bakken & Bæck:

“Per riconnettere le molte api con il nostro ambiente, dobbiamo ridargli quello che abbiamo preso da loro: le loro case. Progettando delle nuove esperienze interattive, possiamo creare un processo manifatturiero sostenibile per farlo: un processo che sia veramente libero, radicato nel locale e modificabile per i diversi contesti e usi”.

Immagini cortesia di SPACE10; traduzione in Italiano delle parti citate di +DECO.

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I consigli della food stylist Kate Wesson durante il Covid

Conosco Kate da anni. Abbiamo passato alcuni bellissimi weekend a Roma insieme camminando e mangiando deliziose specialità romane. Kate è una dedita esploratrice culinaria, una curiosa assaggiatrice e una persona appassionata di tutto quello che riguarda il cibo e la sua presentazione. Non è una coincidenza che lavori come food writer e food stylist e che abbia collaborato con una lunga lista di brand e agenzie. Mi piace l’Instagram di Kate perchè mostra la sua passione per il buon e bel cibo. Posta quasi tutti i giorni immagini delle leccornie che cucina; il suo profilo fa venire l’acquolina in bocca (vedi le foto qui sotto)! Il suo stile è onesto ed attraente, come sempre dovrebbe essere la tavola. Ho fatto a Kate qualche domanda sul suo lavoro e su come rendere la quarantena più golosa.

Quando hai deciso di diventare una food stylist ?

“Ho fatto una transizione da chef a food stylist abbastanza presto nella mia carriera, quando avevo 25 anni. Nel 2000 lavorare nell’industria culinaria significava giornate di 15 ore e paghe basse. Mi è sempre piaciuto il lato visivo della cucina tanto quanto creare qualcosa che avesse un sapore meraviglioso. Amo le differenti consistenze e le infinite variazioni di colore che puoi creare con gli ingredienti e ho capito che lo stile del servizio era il campo in cui più mi sentivo libera di esprimere me stessa.”

Qual’è stato il lavoro più interessante come food stylist?

“In quanto micro-influencer mi hanno mandato a Pantelleria per documentare la tradizione culinaria e la cultura di questo bellissimo posto e promuovere il film A Bigger Splash con Tilde Swinton e Ralf Finns che era ambientato sull’isola. Avevo 2 guide incredibili che mi hanno portato in giro a conoscere i produttori locali, a fare la ricotta fresca e a visitare le terrazze dove crescono i famosi capperi di Pantelleria. L’isola era molto tranquilla visto che eravamo fuori stagione per cui alcuni ristoranti hanno aperto appositamente per noi e ci hanno preparato dei piatti locali. Mi è piaciuto moltissimo sentire le storie di come queste pietanze sono nate e incontrare i produttori dell’isola, documentare questa ricchezza è stato un momento saliente della mia storia lavorativa”.

Come hai trovato cucinare in questi giorni di isolamento senza poter uscire a comprare quello che ti serviva quando volevi?

“Sono sempre stata una cuoca creativa ma la situazione corrente mi ha indotto a cercare combinazioni ancora più originali; spesso mischio ingredienti con successo (ma non sempre!) e a volte ho creato dei capolavori! L’ingrediente che sembra essere più difficile se non impossibile da recuperare durante l’isolamento era la farina; si trovava solo farina di grano saraceno che ho usato spesso, anche se mi è mancato fare la pasta.

Non mi è mai piaciuto sprecare cibo ma recentemente sono migliorata e riuso tutto quello che avanzo. Conservo tutti i gambi, le croste di formaggio, le foglie in un grosso contenitore nel freezer e butto tutto dentro al brodo, a volte anche la carcassa del pollo o ossa avanzate. Estraggo per riduzione il grasso dalla pelle rimasta del pollo dal Sunday Roast e la pelle abbrustolita la uso a striscette per insaporire un ramen o un’insalata. Abbrustolisco in olio di oliva e sale le bucce di patate, carote e le foglie esterne dei carciofi ad esempio e le mangiamo come patatine. Questa mattina ho trovato tre pere ammaccate e un pò molli nella cesta della frutta; normalmente le avrei buttate, invece le ho mischiate al frullatore con dello sciroppo d’acero, olio di cocco sciolto e ho usato questo mix per fare una deliziosa granola mischiandola con dell’avena, delle noccioline e dello zenzero finemente tagliato. Sono molto orgogliosa di questo mio nuovo approccio parsimonioso, un approccio che sembra si stia diffondendo e che speriamo resti quando tutto questo sarà passato.

Ho anche raccolto delle cose quando uscivo per l’ora di esercizio quotidiano permessa in Inghilterra durante l’isolamento ; al momento vicino a casa mia trovo ortica, aglio selvatico e glicine”.  

Puoi raccomandarci dei negozi dove comprare online degli arredi interessanti per la tavola?

“Noi stylist spesso troviamo e noleggiamo stoviglie e tessili e i vari oggetti da cucina che ci potrebbero servire in magazzini di scena. Sono dei luoghi simili a caverne piene di tesori. Se invece devo comprare un pezzo per casa o un pezzo speciale per un servizio fotografico, i miei posti preferiti sono Kana Ana, David Mellor, La Tuile a Loup, Texit Vicens, Volga Linen“.

Qual’è la tua cucina preferita?

“Amo esplorare differenti cucine, la ristorazione in UK abbraccia molti paesi e Londra ha dei meravigliosi ristoranti da tutto il mondo. Trovo che il mio gusto cambi continuamente; al momento ci piace molto il cibo Sud Americano e spesso servo ceviche e tacos. Mi diverto anche a fermentare verdure e a sperimentare tecniche per preservare il cibo più a lungo ispirata da questo forzato isolamento”.

Grazie Kate per l’ispirazione, per i consigli e per la ricetta che trovate dopo le immagini qui sotto, scattate, curate e ‘cucinate’ da Kate Wesson.

I PANCAKE GIAPPONESI OKONOMIYAKI, RICETTA DI KATE WESSON

Per 2 persone

Ingredienti

150g farina 00 

2 uova 

150ml acqua

1 cucchiaio di lievito

sale 

200g cavolo cinese tagliato finemente

una manciata di cavolo nero finemente tagliato 

A manciata di pollo spezzettato avanzato, o di prosciutto o di formaggio cheddar grattugiato

2 cipollotti finemente trattati

1 cucchiaio di zenzero grattugiato 

70g di kimchi o sauerkraut o di una verdura fermentata finemente tagliata

olio di semi

4 cucchiai di salsa Okonomiyaki (o crea la tua mischiando: 2 cucchiaio di Ketchup, 1 cucchiaio di salsa Worcestershire, 1 cucchiaio di miele, 1 cucchiaio salsa di soia, 3 cucchiaio di maionese (idealmente da una bottiglia)

Extra condimenti opzionali: 

un cucchiaio di semi tostati di sesamo/ neri o bianchi o entrambi

cipollotto finemente tritato

1 cucchiaio di zenzero sott’aceto

un pizzico di peperoncino tritato

1 cucchiaio di salsa Siracha

un pizzico di fiocchi Bonito 

un pizzico di alga Nori 

una manciata di erbe tritate come coriandolo e erba cipollina

Metodo 

  • Mischia in un grosso contenitore farina, lievito e un pizzico di sale. Mischia le uova in una ciotola con 150 ml d’acqua fino a che non raggiungono una consistenza burrosa.
  • Aggiungi il resto degli ingredienti. Usa pure altri ingredienti simili se li hai in casa, la ricetta funziona con quasi tutto ma assicurati di inglobare il cavolo.
  • Scalda un cucchiaio di olio in una padella media antiaderente; versa metà del composto e cuocilo, girandolo delicatamente, fino a che non diventa dorato su entrambi i lati. Ripeti con l’altra metà del composto. Puoi anche cuocere parti più piccole di composto a formare delle sorte di panelle.
  • Quando i pancake sono cotti su entrambi i lati, spennella sopra della salsa Okonomiyaki fino a formare una glassa. Metti i pancake su un piatto e spruzzaci sopra della maionese e un altro pochino di salsa Okonomiyaki, aggiungi eventualmente i condimenti a piacere e servi!

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