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Chunky but funky!

Ho sempre voluto intitolare un post “Chunky but funky” e finalmente posso barrare dalla lista questo desiderio!

Scherzi a parte, recentemente mi oriento su divani con la gambe, scelgo sempre modelli snelli di gusto Scandinavo. Ci sono però meravigliosi divani di design che hanno un aspetto un pò tozzo ma che sono da urlo.

Ne ho selezionati otto di alcune delle marche Europee di arredamento più prolifiche e opera di alcuni delle firme di design più leggendarie degli ultimi tempi: Roche Bobois, Cassina, B&B Italia, Gufram, Line Roset.Tutti questi divani sono adesso parte della storia del design e alcuni di questi sono stati esibiti in musei. Con le loro originali ed eccentriche forme, rubano l’attenzione ovunque li metti. Negli ultimi anni, queste case di arredamento hanno aggiunto ai loro cataloghi nuovi vibranti colori e tessuti ed hanno lanciato edizioni limitate da collezione.

Qual’è il vostro preferito?

Bubble di Roche Bobois
Le Bambole di B&B
Uncover di Line Roset
LC3 di Cassina
Togo di Lignet Roset
Ploum di Lignet Roset
Betsy di Gufram
Facett di Ligne Roset
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Casa Plenaire di Studio Child

Viaggiare con la mente e con la fantasia è un’abilità che abbiamo sviluppato nei secoli ma con il livello di realismo a cui siamo abituati oggigiorno, in TV e sui social media, sembra che sia necessario usare l’immaginazione sempre meno. Il nuovo astratto diventa sempre più reale.

Grazie ad una sempre più rampante evoluzione tecnologica, possiamo creare mondi che assomigliano se non eccellono rispetto a quelli in cui viviamo, possiamo produrre oggetti con stampanti complesse e costruire spazi idilliaci seduti alla nostra scrivania.

Un pò quello che ha fatto Studio Child per Plenaire, un dinamico, sostenibile brand Britannico per la cura della pelle. Che Huang e Alexy Kos hanno disegnato il perfetto nido durante l’isolamento, un posto dove molti di noi preferirebbero essere ora. Usando dei programmi 3D, il prolifico duo ha progettato una casa sul mare (forse su un’isola?), inondata di luce e aria. Le stanze mi ricordano le case della Grecia o del Sud Italia con in muri in calce bianchi e viste mozzafiato di mari di un azzurro intenso e potente.

Gli arredi sono spartani ma scelti con attenzione: pezzi di Pierre Paulin, Eero Aarnio e Greta von Nessen si accompagnano a oggetti estivi come cappelli di paglia, ventagli e anfore.

Un altro progetto interessante di Studio Child; non vedo l’ora di vedere il prossimo! Nel frattempo, guardate (o riguardate) uno dei loro recenti meravigliosi lavori, Humble Pizza a Londra.

Images courtesy of Child Studio

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I disegni metafisici di Jason Chambers

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Forse non ve l’ho mai detto ma lo sfondo della home-page di +DECO l’ho disegnato io. Da quando ero piccola, mi diletto a fare pagine e pagine di ghirigori, mini forme che si incastrano l’una con l’altra a formare dei motivi. L’ispirazione mi è venuta da mia cugina che mi scriveva degli biglietti bellissimi, con una grafia elegante e decorazioni simili a quelle del mio sfondo.

Anche Jason Chambers gioca con le forme ma in modo molto più complesso. Il suo mondo è stato chiaramente ispirato da Picasso, dai surrealisti ma anche dal Cubismo e rivela molte sorprese. I suoi disegni sono divertenti ed onirici allo stesso tempo, espressione di un flusso di coscienza, come se fosse la penna a guidarlo. Se si osserva bene, dall’incastro di forme e segni, appaiono occhi (tanto occhi), facce, bocche, lettere, uccelli, farfalle, fiori, orecchie e limbi. Come una convivenza forzata di un’umanità surreale riportata su un foglio.

Spero tanto che presto qualcuno chieda a Jason Chambers di fare un grosso murales perché i suoi disegni ben rappresentano a mio avviso quel formicolante esistere tipico delle città, un pò buffo ed un pò tragico.

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Guardami negli occhi

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Poveri i miei occhi: passo la maggiorparte del tempo dentro casa e/o davanti uno schermo. Mi sembrano quasi secchi i miei occhi costretti, sono così dispiaciuta per loro che pubblicare i meravigliosi piatti della collezione Lover’s Eye di Artefacto Madrid. Mi sembra un modo efficace e divertente di scusarmi con loro.

Gli Argentini Santi Carbonari e Franco Donati hanno avuto la brillante e poetica idea di collezionare piatti in porcellana antichi e vintage, restaurarli e decorarli con delle nuove stampe, attraverso un delicato processo di vetrificazione ad alta temperatura.

Hanno diverse collezioni e diversi soggetti. Le decorazioni dei piatti in porcellana contrastano e evidenziano le stampe fantastiche di soggetto vario, da paesaggi tropicali a quelli astrali, dai supereroi dei cartoni animati alle rockstar, dai collage agli occhi.

Avrei voluto pubblicare almeno altri venti piatti, ce ne sono di bellissimi!

Per vedere altri oggetti in porcellana su +DECO, clicca qui.

Immagini cortesia di Artefacto Madrid.

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Andiamo! Da JAG Gallery

E cosi’, da un giorno all’altro, viaggiare e’ diventato difficile se non impossibile. Da un giorno all’altro, i confini sono stati chiusi e il quartiere dove viviamo e’ diventato il nostro mondo. Da un giorno all’altro e chissa’ per quanti altri giorni, non potremo prendere un aereo o un treno o una nave a cuor leggero che sia per motivi lavorativi, per vacanza, per esplorare, per abbracciare le persone che amiamo o semplicemente per scappare un po’.

Quello che mi piace dell’avere un blog è che mi permette di far viaggiare i miei lettori dalla loro scrivania, di ispirare curiosità, di mostrare entusiasmanti cose e posti nuovi.

Dopo Marrakech con il Museo YSL, Roma con il progetto di m2ft, Milano con Spinzi Design, oggi voliamo con l’immaginazione a Parigi, nella sofisticata Galerie Jag.

Galerie Jag è il luogo dove la curatrice Jessica Barouch espone e dispone una finemente selezionata collezione di oggetti e arredi di artisti da tutto il mondo.

Lo spazio è un appartamento nel 7° arrondissement, curato nei minimi particolari e “imbellito” (una parola che Jessica usa e che amo) da molti pezzi con qualità scultoree, parte della collezione Galerie Jag.

I colori ed i materiali giocano un ruolo importante nell’unificare questi elementi artistici: il bianco caldo, lo sfondo nero, il legno, tonalità naturali e pastose.

Design di Yuko Nishikaya
Design di Yuko Nishikaya
Design di Ryosuke Yazaki

(Images courtesy of JAG Galerie)

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I migliori arredi per esterno di quest’estate

I migliori arredi per esterno del 2020 secondo +DECO? Ayana di B&B Italia!

La collezione disegnata dal designer Giapponese Naoto Fukasawa e’ esattamente come la vorrei per il terrazzo o giardino che non ho.

Combina l’elegante semplicita’ dei tradizionali mobili Asiatici, la longevita’ e solidita’ del legno massello, le forme di alcune sedute Scandinave e una scelta di favolosi tessuti di qualita’ per la tappezzeria (adoro le stoffe nelle foto qui di seguito!).

Quello che mi piace di questa collezione, a parte il suo aspetto, e’ il fatto che sono pezzi che possono essere vissuti e che puoi usare e abusare, qualcosa da lasciare ai tuoi figli perche’ non ti stancheranno mai.

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Le Origini di Spinzi Design

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Ci sono materiali che fanno affiorare memorie, che suggeriscono una certa intimità, anche se non ne sappiamo il nome. Essi cambiano a seconda delle storie ed esperienze personali ed in alcuni casi sono legati a specifiche aree geografiche. Sono sicura che molte persone che vivono o sono cresciute in Lombardia ritrovano questa familiarità quando vedono la pietra Ceppo ad esempio. Il Ceppo, estratto prevalentemente nella zona attorno al Lago d’Iseo, è una pietra naturale sedimentaria con un bellissimo e caldo colore grigio, spesso usata in architetture e interni in tutto il mondo.

Oggi, come tributo all’Italia e alla Lombardia, una regione che è stata pesantemente colpita dalla forza dirompente del Covid 19, vedremo alcuni bellissimi design di Tommaso Spinzi, oggetti che evocano nostalgia ed eleganza.

Tommaso Spinzi è un giovane e sofisticato Interior e Furniture Designer con un curriculum internazionale e uno studio a Milano che si chiama Spinzi Design che si occupa di Interior Design, Furniture Design e Art Direction.

Nel 2019 ha lanciato la collezione Origini che usa blocchi di pietra Ceppo di recupero e le strutture con gambe in metallo e ottone di una collezione di mobili di Metà Secolo.

L’ispirazione è arrivata a Tommaso quando girando per Milano con la sua motocicletta -una volta tornato in patria dopo anni all’estero- ha visto delle imponenti architetture storiche in una pietra di colore grigio che sembra un conglomerato.

Origini è il risultato di questo caldo sentimento allo stesso tempo di rinascita e nostalgia, procurato dal fatto di essere tornato; la collezione mischia diversi elementi, pietra, metallo, ottone con tanta personalità e usa le strutture di tavoli anni ’50 e blocchi di Ceppo di recupero.

Ogni pezzo è unico, un’affermazione di stile, un investimento nel tempo.

(Immagini cortesia di Tommaso Spinzi, arte al muro Dripping Face di Alessandro Paglia.

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L’incredibile Musée Yves Saint Laurent Marrakech

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L’incredibile Yves Saint Laurent Museum (ed incredibile dovrebbe essere parte inseparabile del nome) e’ una di quelle architetture che siede perfettamente nel territorio in cui e’ stata costruita, che nasce già radicata nel contesto pur rimanendo innovativa.

Ho sempre avuto la passione per i mattoni e specialmente per i mattoni rossi. Forse perché sono cresciuta a Roma, in mezzo alle architetture della Roma Antica e Fascista, ingegnerie che hanno spesso usato mattoni. Ultimamente ho sviluppato anche una passione per i mattoni Cinesi tradizionali grigi, inseriti di frequente nelle bellissime architetture dello studio Neri&Hu.

L’ Yves Saint Laurent Museum a Marrakech è stato concepito dallo Studio KO, in un lotto di terra a due passi dal Jardin Majorelle; il complesso copre un’area di 3.908 metri quadrati ed ospita un auditorium, 2 spazi espositivi, una biblioteca, un negozi di libri e un caffè e ristorante. E’ stato commissionato da Pierre Bergé, deceduto recentemente, per il suo compagno, il leggendario stilista Yves Saint Laurent.

Questa architettura bilancia perfettamente volumi e curve sinuose, differenti materiali come il cemento della struttura rinforzata, il mattonato rosso fatto di argilla industriale, la terracotta naturale con una base di in terrazzo pre-fabbricato e dettagli dorati. Le mille tonalità del cielo si abbinano magistralmente ai colori naturali dei materiali scelti.

Lo Studio KO, fondato dagli architetti Karl Fournier e Olivier Marty, non ha lasciato nulla al caso. Gli interni anche sono perfetti. I mattoni sono stati usati per disegnare motivi all’esterno così come il legno è stato usato per disegnare motivi all’interno.

Yves Saint Laurent Museum in Marrakech è un esempio di eleganza, un felice connubio di forme e colori, il perfetto omaggio a Yves Saint Laurent, maestro di moda e geniale creativo e sicuramente una delle opere degli ultimi anni da me preferite.

Fotografie di Dan Glasser, cortesia di Studio KO.

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Il ristorante Boa Boa a Milano

Dall’inizio della settimana scorsa, abbiamo dovuto progressivamente ed inesorabilmente rallentare il passo. La diffusione inesorabile del virus Covid-19 ha obbligato la gente a fermarsi e a riconsiderare le proprie abitudini. Il Governo Italiano sta facendo un buon lavoro nell’informare i cittadini senza alimentare il senso di panico e nel prendere decisioni finalizzate a limitare la propagazione di questo nuovo ed imprevedibile virus.

Per distrarci da questo clima d’incertezza, vediamo cosa sta facendo in questo periodo Vito Nesta. Ve lo ricordate? Sono sicura di si’. Abbiamo parlato delle creazioni di questo designer di origine Pugliese piu’ di una volta e qualche mese fa ho pubblicato un’intervista in cui ci ha spiegato i suoi recenti progetti e ha risposto ad alcune domande riguardanti il suo processo creativo.

Oggi vediamo una delle sue ultime fatiche, la decorazione di Boa Boa, un ristorante di fusione asiatica in Via Pontonaccio a Milano. Vito ha creato un interno divertente e rilassato, ha usato principalmente tre colori (verde, ruggine e blu), carte da parati accattivanti, deliziosi paralumi, del velluto e un tocco d’oro, tutti elementi che danno al ristorante tanta personalita’.

Le carte da parati Casablanca e Samoa sono state disegnate da Vito Nesta per Devon&Devon.

Dobbiamo sperare che Milano torni alla normalita’ quanto prima cosi’ che potro’ anch’io io provare la cucina di Boa Boa che promette molto bene.

(Images courtesy Vito Nesta)

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Un open space a Madrid

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Quando Clara Cebrian ha chiesto alla sua amica architetto Pia Mendaro di aiutarla a sistemare la sua nuova casa, le indicazioni erano semplici ma non facili: che fosse ‘quasi niente’ come ‘quasi nulla’.

La casa e’ un ex-magazzino di 100 metri quadrati a Madrid, uno spazio di 10 metri per 10 metri con dei pluviali, un tetto a timpano supportato da travi in acciaio e una facciata con una porta e due finestre. Pia Mendaro spiega: “Eravamo sicuri di 3 cose: che lo spazio dovesse essere percepito come e’- un quadrato-, che dovevamo usare la cucina che Clara aveva comprato in saldi, e che i pluviali rimanessero dov’erano perche’ inamovibili.

Abbiamo deciso di creare un muro ‘copertura’; sul cui fronte potessimo appoggiare la cucina (tutti vogliono sempre stare in cucina). La cucina cosi’ diventa la protagonista dello spazio, e dietro ad essa, nascosti il bagno e i servizi. Il muro passa sotto le travature, permettendo a questa struttura individuale di essere compresa per quello che e’, e fa si’ che le porte non si aprano direttamente sulla grande sala (soprattutto il bagno).

Durante il processo di posizionamento del letto di Clara, abbiamo pensato di fare un letto con ruote, una cabina, una scatola con finestre…fino a quando abbiamo deciso di staccarci dal suolo. Abbiamo cosi’ procurato un orizzonte nell’ ex-magazzino; una connessione con lo spazio esterno che riteniamo necessaria per la salute mentale. E’ diventato il punto focale del processo: una piattaforma leggera, semi sospesa, che a sua volta sostiene una piccola elevazione del tetto. Abbiamo disegnato questa struttura con Manuel Ocaña; tondini di acciaio da 20mm che lavorano alla compressione e sospensione, e funi da 8mm di corrugato in tensione. La piattaforma sostiene 5 persone, per cui abbiamo creato una vera e propria scala con ruote.”

Il risultato e’ uno spazio arioso e in cui ti senti libero; un posto versatile , divertente e per niente pretenzioso, pronto per essere riempito di gente, arte o semplicemente luce.

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Photographs Manuel Ocana, courtesy of Pia Mendaro.

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