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Ispirazione

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La conversione di Child Studio di un ufficio postale

Più’ guardo gli interni di Child Studio più mi piacciono. E’ lo stesso per il ristorante Humble Pizza e il negozio di occhiali Cubitt, entrambi pubblicati su +DECO.
Oggi vedremo uno dei ultimi progetti di Child Studio nel quartiere Saint John’s Wood di Londra, non lontano dall’attraversamento pedonale di Abbey Road reso famosi dai Fab Four. I fondatori di Child Studio Alexy Kos e Che Huang hanno progettato questo spazio così interessante -originariamente un ufficio postale- con l’idea di preservarne l’anima. L’interno conserva la memoria storica del palazzo modernista in cui il ristorante si trova ma sono stati introdotti elementi distintivi Giapponesi.

Il soffitto geometrico blu si abbina perfettamente al rivestimento a parete in legno di ciliegio scuro. Il pavimento nero aggiunge un sapore orientale mentre la parete in vetro cemento introduce un elemento sinuoso che permette nel frattempo alla luce di fluire. Qua e là ci sono leggendari pezzi di design come la luce da tavolo Pipistrello di Gae Aulenti del 1965, le poltroncine in legno compensato sagomato disegnate Norman Cherner nel 1958, gli sgabelli in alluminio del designer Giapponese Naoto Fukasawa e alcune applique da muro in ottone di Stilnovo.
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Mãos al Blue Mountain School

Piu’ invecchio, piu’ apprezzo interni non complicati. Il ristorante con soli 8 posti Mãos all’interno del Blue Mountain School a Londra e’ un buon esempio di interno il cui fascino dipende da un intelligente e semplice uso di materiali e colori. Gli arredi sono funzionali e complementano lo spazio: aggiungono colore ed interesse senza centralizzare l’attenzione. Il pavimento in pino pieno di nodi dona a questo stellato ritrovo culinario nell’est della capitale inglese un aspetto naturale e familiare (mi ricorda il pavimento dei saloon del Far West!). In una stanza si abbina al colore dei muri e della maggior-parte degli arredi, nell’altra stanza il colore caldo del pino si abbina con il grigio chiaro delle pittura delle pareti e delle piastrelle. In emtrambi i casi, le sedie -molto diverse fra di loro- introducono un nuovo stile e un nuovo colore.

I sei piani di Blue Mountain School ospitano, a parte il ristorante Mãos, uno spazio per eventi (Grace), una spazio espositivo (Blue Project), una collezione di pezzi in edizione limitata e in vendita (Hostem Archive).

Photographies courtesy of The Blue Mountain School

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Come usare il colore e alcune riflessioni sul presente

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Una mia amica ha lasciato un commento sotto uno dei miei post su Instagram facendomi notare che recentemente ho pubblicato parecchie foto di alberghi e chiedendomi se questa tendenza nascondesse qualche desiderio recondito. La risposta e’ si’, sicuramente; nelle ultime settimane ho cominciato a sentirmi in trappola. Mi manca la dimensione dell’esplorare. Non posso neanche andare a vedere delle mostre, i musei in Italia sono aperti dal Lunedi’ and Venerdi’ fino alle 18.00, praticamente ci possono andare solo i pensionati che probabilmente a causa del Covid non vanno comunque. Dobbiamo portare pazienza, le cose prima o poi si sistemeranno anche se dubito torneremo alla normalita’ di prima.

Per tornare alla mia ossessione per gli alberghi, oggi volevo farvi vedere l’ Hotel Les Deux Gares. Posizionato fra la Gare du Nord e la Gare de L’Est a Parigi (da qui il nome), questo piccolo hotel ha tutto quello di cui hai bisogno, incluso una palestra e una zona per socializzare. Gli interni sono stati disegnati dall’ enfant-prodige inglese Luke Edward Hall e sono un ottimo esempio di come il colore puo’ transformare uno spazio. Il giovane designer ha abilmente mischiato attraenti verdi, gialli, rosa e celesti con tocchi di rosso, motivi geometrici, strisce, frange, leopardato e molto di piu’. Lo spazio appare cosi’ coerente perche’ i colori principali sono ricorrenti anche se usati in modi diversi: celeste e’ per esempio in un tessuto a strisce, un muro, lo sfondo di una carta da parati, una cornice.

Un incredibile fonte d’ispirazione!

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Fotografie cortesia di Hotel Les Deux Gares.

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Una nuova avventura per Child Studio

Una nuova avventura per Child Studio!

Il duo creativo inglese Child Studio ha collaborato con il brand Britannico Floor_Story per creare una collezione di tappeti colorati ispirati alla Bauhaus, un movimento artistico sviluppatesi in una scuola d’arte in Germania fra il 1919 e il 1933. La collezione, 19-19, prende il nome dall’anno di inizio di questo periodo e consiste in 6 tappeti di lana e seta tessuti a mano, chiamati come alcune delle piu’ influenti artisti e designer donne della Bauhaus.

Come Alexy Kos e Che Huang, fondatori di Child Studio, spiegano:

“L’estetica Bauhaus e’ spesso percepita come austera e inesorabile, ma noi siamo sempre stati affascinati dal ricco e fantasioso uso del colore negli interni e nelle grafiche prodotte dagli artisti associati a questo movimento. Cerchiamo sempre di inserire colore nei nostri interni e il progetto rappresentava un’opportunita’ per raccontare una storia esclusivamente attraverso l’uso astratto di geometria e colore.”

La collezione e’ stata fotografata dentro il Isokon Building di Londra, progettato dall’architetto Wells Coates. Molti dei fondatori e delle figure chiavi della Bauhaus, come Walter Gropius, László Moholy-Nagy e Marcel Breuer, hanno vissuto in questo palazzo modernista fra le due guerre. Gli interni rivestiti in legno fanno da set perfetto per la nuova avventura di Child Studio, i bellissimi tappeti di Floor_Story.

Foto di Felix Speller & Child Studio, cortesia di Child Studio.

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Una meraviglia in stile colonico

Sto lavorando da casa oggi. Sono qui di fronte al computer, la gattina che dorme sulle mie gambe, le sue fusa rumorose come una moka, un cielo blu e sorridente fuori dalla finestra. E’ uno di quei giorni in cui a Roma si sente il profumo della primavera nell’aria. La qualita’ della luce, la temperatura mite, i primi boccioli sugli alberi lasciano il cervello ed il cuore confusi, nella falsa illusione che la primavera e’ dietro l’angolo. Parte di me spera in latri due mesi di freddo, non sono sicura di riuscire a resistere fino alle vacanze estive con questo sole audace, la mia mente scivola in uno stato pericoloso di euforia e frivolezza che rende concentrarsi un compito difficile.

Sapete tutti che adoro de Gournay, inclusa la collezione di carte da parati di gusto cinese The Colony disegnate in esclusiva per il recentemente ristrutturato Colony Hotel a Palm Beach, Florida.

Questo murales di larga scala e’ frutto della collaborazione della maison francese con la proprietaria del Colony Sarah Wetenhall ed e’ stato ispirato dal murales che originariamente adornava la lobby dell’hotel quando e’ stato aperto la prima volta nel 1947.

Questa gioiosa carta da parati che rappresenta flaminghi, scimmie, alligatori, pantere e una flora lussureggiante e gli arredi magistralmente scelti da Kemble Interiors si combinano a perfezione, creando un look che e’ al tempo stesso coloniale, femminile, spiritoso e tropicale.

Foto di Carmel Brantley, courtesia di de Gournay.

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I migliori tessuti Dedar 2021

Oggi vi volevo far vedere una scelta di tessuti Dedar dalle collezioni 2021. Ho selezionato quelli che mi piacciono di piu’ e che penso siano piu’ interessanti per voi ; tenete pero’ presente che Dedar ha una serie completa di stoffe di vario genere e per ogni uso. Il punto di forza di Dedar sono le tinte unite, i disegni geometrici ed astratti.

Qual’e’ la tua preferita? Io adoro la collezione Ukiyo Mongatari nella versione verde ma anche la collezione Oolong ed Eneide.

Ukiyo Mongatari collection
Oolong collection
Nimbus collection
Tabularasa collection
Scarabeo collection
Viridiana collection
Vuk collection
Eneide collection
Magnolia collection

(Fotografie di Andrea Ferrari Studio)

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Il lavoro profondo e Alfhild Külper

Ci sono libri che hanno il potere di creare consapevolezza. Mentre li leggi un nuovo pensiero si insinua nella tua testa e capisci qualcosa di nuovo di te, della vita o degli altri. Questi libri, volente o nolente, diventano parte di quello che sei perche’, anche se poco, ti cambiano.

Al momento sto leggendo “Deep Work” di Cal Newport. Non so ancora se questo lungo saggio entrera’ a far parte dell’olimpo dei libri che mi hanno formato ma posso dirti che mi ha gia’ dato tanto da pensare.

Il lavoro profondo (se vogliano trovare una traduzione al titolo ed oggetto del libro di Newport) e’ quello che fai quando ti concentri senza distrazioni per un lungo periodo di tempo. E’ un lavoro di qualita’, focalizzato, prodotto in uno stato di totale attenzione. E’ quello che la maggioranza degli artigiani fa quotidianamente: dedicano la loro completa applicazione a quello che stanno facendo, ogni passaggio e’ importante, qualsiasi distrazione potrebbe compromettere il risultato finale. E’ quello che fa Alfhild Külper quando realizza le sue bellissime creazioni di lana. Reduce da un lavoro stressante e frenetico come capo design in una casa di lusso, Alfhid non vedeva l’ora di impegnarsi in qualcosa di piu’ materiale e sentiva il desiderio di produrre qualcosa, perche’ no, di intricato e soffice.

Ha cominciato a creare dei tappeti bellissimi, intrecciati a mano, ispirati dalla natura. Ogni pezzo richiede molte ore di attenzione paziente, molte ore di deep work.

I tappeti di Alfhid Külper sono pezzi che durano per sempre, che combinano emozioni tattili e visive.

(Fotografie cortesia dell’artista)
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L’opulenza di Maison Souquet

Eccoci qui, gia’ a meta’ Gennaio. Ho cominciato l’anno a passo lento: il lavoro e’ lento e io sono lenta. Mi sento distratta e letargica e le uniche cose che mi va di fare sono yoga e bere vino (mi rendo conto, una contraddizione). Sto cercando di darmi una scossa e sto tentando di trovare un po’ di concentrazione e vigore. Anche voi vi sentite un po’ sottotono?

Nel frattempo sogno ad occhi aperti interni che possano smuovermi dalla mia indolenza. Quello che vi faro’ vedere oggi e’ indecentemente bello: e’ un’eruzione di colori sfarzosi, motivi sofisticati e materiali sontuosi. Maison Souquet ripropone lo spirito originario della sua sede, una casa di piacere durante la Belle Epoque, nel quartiere Montmartre a Parigi. Insieme ad un’altra gemma, il Maison Athenee, Maison Souquet e’ parte della Maisons Particulières Collection fondata da Sylviane Sanz e Yoni Aidan. Ogni stanza e’ differente ma ugualmente incantevole e seducente.

Sono sicura che una notte a Maison Souquet mi scuoterebbe dal mio torpore.

Fotografie cortesia di Maisons Particulières Collection.

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The Birch, hotel dell’anno

The Birch e’ un hotel dove ci si diverte, si socializza, ci si riposa e si fanno attivita’ nella zona inglese di Hertfordshire, a 30 minuti da Londra Nord. Non male per un hotel di campagna, di fatti non sorprende che sia stato votato Hotel of the Year 2020 dal giornale inglese Times. A parte i molti spazi interni ed esterni (e bar) dove puoi incontrare o semplicemente passare il tempo, ci sono diversi workshop (laboratori di vetro soffiato, ceramica, panificazione), una stanza yoga, un cinema, un fattoria organica e uno spazio wellness. Le caratteristiche originali di questa proprieta’ Georgiana del 1763 sono state conservate e non sono state sovrastate dall’arredamento, una buona selezione di funzionali ma trendy pezzi vintage e nuovi. Gli interni sono stati curati dallo studio di architettura Red Deer,a cui i fondatori Chris King e Chris Penn hanno dato fiducia.

(Photos by Adam Firman, courtesy of The Birch Hotel)

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Maschile, zen ed originale

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Wabi Sabi Apartment dell’architetto Ucraino Sergey Makhno presenta cosi’ tanti livelli di interpretazione che concentrarsi solo sul fatto che il progetto aggrega l’estetica Giapponese e le tradizioni Ucraine sembra non essere sufficiente. La penthouse in Kiev, dove vive Sergey con la sua famiglia, unisce coerentemente elementi dalla terra (rami, muri d’argilla), caratteristiche industriali (soffitti di cemento, una cucina grigia e austera, un letto in metallo), dettagli naturali (il giardino verticale, le piante bonsai) scelte piu’ decorative (il verde chiaro della camera dei bambini, le ceramiche nere e bianche in uno dei bagni) e molti molti pezzi interessanti di arredamento.

Questo appartamento e’ al tempo stesso molto maschile, molto zen e molto originale; e’ al tempo stesso molto urbano e molto Giapponese ma costellato di riferimenti estetici Ucraini.

Immagini per gentile concessione di Studio Makhno.

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