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Andiamo! Da JAG Gallery

E cosi’, da un giorno all’altro, viaggiare e’ diventato difficile se non impossibile. Da un giorno all’altro, i confini sono stati chiusi e il quartiere dove viviamo e’ diventato il nostro mondo. Da un giorno all’altro e chissa’ per quanti altri giorni, non potremo prendere un aereo o un treno o una nave a cuor leggero che sia per motivi lavorativi, per vacanza, per esplorare, per abbracciare le persone che amiamo o semplicemente per scappare un po’.

Quello che mi piace dell’avere un blog è che mi permette di far viaggiare i miei lettori dalla loro scrivania, di ispirare curiosità, di mostrare entusiasmanti cose e posti nuovi.

Dopo Marrakech con il Museo YSL, Roma con il progetto di m2ft, Milano con Spinzi Design, oggi voliamo con l’immaginazione a Parigi, nella sofisticata Galerie Jag.

Galerie Jag è il luogo dove la curatrice Jessica Barouch espone e dispone una finemente selezionata collezione di oggetti e arredi di artisti da tutto il mondo.

Lo spazio è un appartamento nel 7° arrondissement, curato nei minimi particolari e “imbellito” (una parola che Jessica usa e che amo) da molti pezzi con qualità scultoree, parte della collezione Galerie Jag.

I colori ed i materiali giocano un ruolo importante nell’unificare questi elementi artistici: il bianco caldo, lo sfondo nero, il legno, tonalità naturali e pastose.

Design di Yuko Nishikaya
Design di Yuko Nishikaya
Design di Ryosuke Yazaki

(Images courtesy of JAG Galerie)

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La Fondazione Giacometti

Giacometti è uno dei primi artisti di cui mi innamorata e uno dei primi membri della mia famiglia immaginaria d’ispirazione.

Quando io e mia sorella abbiamo cominciato a battibeccare un pò troppo, i miei genitori hanno messo un letto singolo nello studio e quella è diventata la mia stanza. Sono cresciuta circondata da una libreria che arrivava fino al soffitto, piena di libri di tutti i generi. C’erano tanti libri scientifici (mio padre è petrolchimico) ma anche i più bei romanzi di sempre, cataloghi d’arte, libri di viaggio, i dizionari e le enciclopedie. Quando mi annoiavo, prendevo un volume e lo sfogliavo. I libri che ho letto in quegli anni, sono parte integrante della persona che sono adesso; di questo sarò sempre grata ai miei genitori anche se, al tempo, trovavo molto ingiusto non poter avere una stanza come le mie amiche.

Quando per la prima volta ho trovato un catalogo su Giacometti è stato amore a prima vista: le sue figure, lunghe, scarnificate, essenziali mi scuotevano qualcosa dentro.

E’ con grande piacere che ho deciso di dedicare questo post alla Giacometti Fondation, un istituto specializzato sul lavoro e l’arte di Giacometti. La Fondazione Giacometti è composta dall’Istituto Giacometti, uno spazio dedicato alle mostre e alla ricerca e dalla Fondazione Giacometti, un posto chiuso al pubblico, dedicato alla protezione, analisi e promozione del lavoro di Giacometti. L’Istituto Giacometti è situato in Rue Victor Schoelcher 5 a Parigi, nel quartiere Montparnasse dove l’artista Svizzero ha vissuto e lavorato durante la sua carriera. L’Istituto ricopre un’area di 350 metri quadri, nell’ex studio dell’artista e interior designer Paul Follot, in un elegante palazzo Liberty con decorazioni floreali, pavimenti in legno e un molta luce (guarda le immagini sottostanti).

L’Istituto Giacometti ospita 3 o 4 mostre all’anno e frequenti attività educative. Ad esempio, alcuni mesi fa c’era una mostra che accostava Giacometti al fotografo Peter Lindbergh! Permanente è invece la ricostruzione dello studio di Alberto Giacometti con i suoi arredi, i suoi oggetti personali e muri pitturati dall’artista.

P.S: se vuoi saperne di più su quello che intendo per famiglia d’ispirazione, clicca qui.

(Immagini per gentile concessione della Fondation Giacometti)

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Kids just like to have fun (e Castle)

Crescere dei bambini è divertentissimo. Sono così aperti, puri, fantasiosi, teneri, a volte snervanti, a volte egoisti ed adorabili al tempo stesso.

Non devi avere figli per sperimentarlo (mi danno ai nervi quelli che fanno commenti del genere). Puoi diventare amica dei figli dei tuoi amici o fratelli. Richiedono tempo ma sono una ricchezza (quasi tutti e quando non lo sono quasi sempre è colpa degli adulti).

Se vuoi approfondire il discorso, leggi il mio post “I bambini non sono perfetti” e guarda le bellissime stampe calligrafiche di Maiko Nagao. 

Il marchio Castle è perfetto per i bambini perchè è un pò come loro, ai creatori Castle piace divertirsi. Puoi leggere sul sito “Amiamo il colore e la stravanganza. Ci piace fare dell’arte accessibile e della bella biancheria. Amiamo i pois e le cose fluo e rosa e gialle e arancio egrigio e amare cuori e fiori e pittura e feltro e tutto questo che salta all’occhio nel nostro studio”. Chi può negarlo, basta guardare ad esempio le collezioni di biancheria con le lettere e le banane! Frizzanti!

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Jayde Fish e Gucci, un sogno che diventa realtà

C’era una volta una ragazza di San Francisco chiamata Jayde Fish che sognava di collaborare con il barocco, sofisticato e iper-creativo Alessandro Michele.

Ammirava il suo lavoro da quando aveva preso le redini del brand di lusso Gucci nel 2015 e i suoi disegni si ispiravano alla sua estetica.

Un giorno, Jayde pubblica uno dei suoi meravigliosi disegni su Instagram con, fra gli altri, l’hashtag #alessandromichele a referenza della sua inspirazione.

Dopo pochi giorni, riceve un messaggio da Gucci. Alessandro Michele aveva visto una foto del suo lavoro su Instagram e aveva deciso di usare alcuni dei suoi disegni per la sua collezione. ‘Fai quello che vuoi con loro’, gli disse perché sapeva che dalle mani del genio creativo a capo della maison Gucci solo qualcosa di magico poteva scaturire.

A Settembre del 2016, Gucci lancia la sua nuova collezione popolata da scimmie, tarocchi ed intere sezioni di disegni presi dal lavoro di Jayde. La collezione è un successo globale.

“Ho una fascinazione per il mistico, l’astronomia, astrologia e cultura religiosa,” spiega l’artista californiana. “Sento che i tarocchi sono un modo bellissimo di pensare in modo introspettivo a quello che sei e quello che vuoi diventare. Ogni carattere ha una profonda connessione con la natura, l’universo e il mondo spirituale, e sento che c’è qualcosa di romantico a riguardo.”

Non aggiungo altro perché i suoi disegni parlano da soli.

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