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The Green Box

Ciao,

Spero che abbiate passato un bellissimo Settembre!
Amo Settembre (leggi il post sul bellissimo Hotel La Minervetta per capire meglio il mio mood) e sono piena di significativi propositi per il nuovo anno (la mia testa e’ ancora programmata sull’anno scolastico), la maggioranza dei quali tende ad una migliore ottimizzazione di tempo ed energia.
Quasi due anni di pandemia hanno lasciato me e, suppongo, molte altre persone, con una minore abilita’ di concentrarsi dovuta al tanto tempo passato a casa e quindi in un ambiente che ti spinge alla distrazione, a fare piu’ cose contemporaneamente e a stare troppo connesso.
Il libro Deep Work di Cal Newport mi ha aiutata a riflettere su alcuni aspetti della nostra crescente inabilita’ di concentrarsi e a capire cosa necessita di essere migliorato nella routine quotidiana per sfruttare meglio il tempo.

Per illustrare con un interno quanto e’importante organizzare bene il proprio tempo, voglio farvi vedere un progetto dove lo spazio e’ stato usato magistralmente e dove una ‘scatola’ verde e’ diventata il cuore e il punto focale dell’appartamento.

Come Ester Bruzkus fondatrice di Ester Bruzkus Architekten ci spiega: “Prima di trasformare l’appartamento all’ultimo piano in un’accogliente casa per una coppia Berlinese che abbraccia uno stile di vita vegano, l’appartamento vuoto aveva finestre a tutt’altezza su due lati e pareti in cemento a vista sugli altri. Era grezzo, freddo e aperto – e c’era qualcosa da preservare nel nuovo progetto. Quindi invece che creare una serie di stanze convenzionali che chiudessero questo senso di apertura, e’ stata posizionata una singola struttura in legno lontano dai muri per dividere gli spazi fra questa struttura e gli esistenti muri. Il box, laccato verde scuro, si abbina bene con le calde tonalita’ dorate, violacee e marroni per smorzare l’austerita’ delle pareti e soffitti in cemento, creando un contrasto di materiali e colori e dettagli sartoriali che rendono la casa giovane ed accogliente.”


Sono molto colpita dalla scelta del verde: e’ il colore perfetto per un elemento cosi’ prominente, non banale ma neanche troppo sfacciato.

“La cucina – leggiamo nelle note al progetto- occupa uno dei lati lunghi del box verde (dentro cui si nasconde una sauna modulare estraibile!). I rivestimenti di quarzite naturale verde e viola complementano perfettamente il legno laccato. L’isola dove si cucina abbina la quarzite e il legno laccato al vetro scuro, ed e’ sovrastato da una divertente e scultorea luce di PSLab, marchio che ha fornito tutte le luci di questo progetto. E’ importante notare che il soffitto del green box e’ parte della struttura ed e’ distanziato dal soffitto in cemento.In questo modo, la struttura non e’ semplicemente un oggetto indipendente ma crea le stanze.”

“Il piano della cucina, lo schienale e le mensole sono fatte di quarzite naturale verde e violetta. La parte di falegnameria della struttura verde e’ di legno laccato, con inserti ritmici a stecche.”

“In aggiunta al verde intenso della parte centrale in legno c’e’ una ricca combinazione di altri materiali – travertino, marmo, quarzite, vetri con varie caratteristiche, ottone, acciaio e tessuti preziosi colorati. Visto che i proprietari sono vegani, non sono stati usati prodotti di origine animale- ad esempio, il tappeto e’ intessuto a mano con sete di origine vegetale.”

“Il bagno occupa lo spazio fra il box verde e il muro esistente. I lavabi sono fatti di marmo verde, acciaio nero e lavandini rosa; la doccia e la vasca sono di un calcare pallido che si armonizza con le altre tonalita’. Il design usa anche la geometria semplice del cerchio in modi diversi: nel design delle maniglie degli armadi, in un grande specchio e in uno skylight di forma circolare costruito sopra la doccia.”

“La testiera e’ un design esuberante di Josef Frank (produtto da Svenskt Tenn). La camera da letto e’ posizionata fra il box verde ed una parete di vetro a tutt’altezza che da sul terrazzo.”

Amo questo progetto. E’ funzionale, elegante e ha molta personalita’, caratteristiche tutte molto importanti ma di cui solo una essenziale per un felice vita quotidiana, l’efficacia. Un po’ come i miei giorni.

(Fotografie di Robert Rieger, cortesia di Ester Bruzkus Architekten )

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Il ristorante sotto il mare

Sliding into the cold, rough North Atlantic Ocean, there is a unique semi-submerged restaurant called Under near Lindesnes, in Norway

C’è un ristorante chiamato Under vicino Lindesnes, in Norvegia che sembra essere scivolato nelle acque fredde e impetuose dell’Oceano Atlantico.

Appoggiato in un incredibile scenario, Under offre ai suoi ospiti un unico punto di vista a 5 metri e mezzo sotto il mare e un menu semplicemente accattivante.

Il ristorante, progettato da Studio Snøhetta in collaborazione con le maestranze locali, è perfettamente integrato nella costa e a proprio agio in un angolo battuto dai cambi d’umore del tempo.

Lo stile è essenziale; la luce rarefatta che viene dalle grandi finestre affacciate sul profondo oceano e un condominio di pesci è la vera decorazione.

Guarda il video on You Yube dove lo chef Nicolai Ellitsgaards spiega la filosofia di Under e non potrai che voler trovare il modo di prenotare un tavolo.

Immagini per gentile concessione di Under.

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Legno e cemento per il ristorante Ryù

Il ristorante Giapponese Ryù a Westmount (Canada), progettato da Ménard Dworkind,è un ottimo esempio di naturale eleganza.

L’interno ruota attorno al concetto di linea e di cerchio, al legno e al cemento. I rivestimenti sono a liste ma sono curvi , le sedie del bar sono squadrate ma poi hanno a decorazione un buco tondo sulla base, i pendenti neri sono aste con lampadine tonde, le sedute delle panche che circondano i tavoli rotondi sono sinuose, ma la panellatura dietro è a liste, come le sedie tondeggianti su gambe a stecche; il bar è sovrastato da un gioco di liste di legno che creano una curva ad angolo a contrasto con le squadrate luci sopra il bancone e via dicendo.

Due materiali, il cemento ed il legno, dominano lo spazio e uniscono le geometrie. E’ tutto grigio e di un mieloso giallo legno dentro Ryù, a parte alcuni accenti verdi (le piante) o azzurro smeraldo (le tappezzerie) o neri (i faretti, i condotti, l’uniforme dello staff etc).

La lavorazione dell’intonaco sui muri suggerisce, almeno a me,  il profilo di una foresta astratta.

Per altre idee, dai un’occhiata all’originalissimo Caso Do Coto Hotel a Porto o all’ appartamento di Olimpia e Edoardo a Roma; oppure guarda come usare i mattoni in cemento

a casa tua.

Photos by David Dworkind.

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Il futuro del design

Il futuro del design vedrà da un lato uno sforzo sempre più raffinato e creativo di presentare nuove forme, dall’altro sarà concentrato a  migliorare la performance di arredi e  spazi.

Nell’ultima metà di secolo, la produzione e vendita di oggetti è aumentata enormemente e la sete di nuove idee si è  intensificata in maniera vertiginosa.

Le immagini circolano velocemente e diffusamente, con l’inevitabile conseguenza che diventano vecchie in breve tempo.

Mentre in passato, lo sviluppo e la popolarizzazione di un nuovo design avveniva in anni, adesso un nuovo prodotto è davanti agli occhi di tutti e pronto per essere acquistato in pochi secondi o, meglio, in pochi click. I trend vanno e vengono così rapidamente che essere trendy è un lavoro a tempo pieno e costoso.

Visto che negli ultimi anni siamo stati sommersi da immagini ed oggetti e che viviamo in una società ingorda, essere originali sta diventando difficile.

In campi dove l’estetica deve incontrare la funzionalità, come nell’interior design e nella moda, farsi venire in mente un nuovo concetto o idea è impegnativo.

Design, moda e architettura non sono come la musica che offre un’infinita combinazione di note; devono prendere in considerazione l’uso di un oggetto e perseguire standard di comodità e performance.

Cos’à quindi in serbo per noi il futuro del design?

Secondo me, nei prossimi anni, i designer si concentreranno nell’inventare nuove forme o stili e si focalizzeranno nel dotare arredi e spazi di nuove funzioni.

I designer forzeranno i limiti della funzionalità al fine di presentare look freschi e prodotti più efficienti.

Vedremo case che assomiglieranno solo lontanamente a quelle classiche, arredate con tavoli con touch screen incorporati o letti che reagiscono alle necessità dei nostri corpi. Compreremo tessuti che non hanno bisogno di essere stirati, che non prendono fuoco e che non si stringono e sarà normale accendere il forno dal telefonino.

Elementi naturali e oggetti vintage compenseranno questa pulsione ad avere o sperimentare continuamente cose nuove.

Nelle nostre case avremo pavimenti in legno, piante e pezzi di arredamento dal passato per ricordarci chi eravamo, in una società che muove troppo veloce e produce troppo.

Il futuro del design porterà agli estremi il concetto di evoluzione e contemporaneamente rifletterà sul fatto che troppa evoluzione può trasformarsi in devoluzione.

 

Questo post è parte delle  Design Blogger Competition organizzata da CGTrader, clicca su questa pagina per maggiori informazioni.

Se vuoi leggere la mia intervista sui trend  2017 nell’Interior Design, click qui invece.

La Frame di Samsung, una televisione che sembra un quadro.

La Frame di Samsung, una televisione che sembra un quadro.

Il nuovo look di Bonnemazou Cambus di un oggetto di un uso quotidiano.

Il nuovo look di Bonnemazou Cambus di un oggetto di un uso quotidiano.

La Origami house dello studio AGi Architects in Kuwait, un edificio che supera il concetto della casa presente.

La casa Origami dello studio AGi Architects in Kuwait, un edificio che supera il concetto della casa presente.

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Un appartamento informale a Roma

Nascosto una di quelle piccole, fascinose strade che si trovano solo a Roma, questo appartamento è a due passi dal vocio di Campo de’ Fiori e da negozi e bar, in una parte del centro dove si trovano ancora artigiani e Romani veri seduti a sorseggiare spritz. Quando hanno progettato questa casa, i due architetti e proprietari Edoardo RosatiOlimpia Stacchi  di Architects at Work Studio volevano creare uno spazio dal look informale, intento pienamente riuscito.

Il living è aperto e luminoso ma diviso visivamente in zone d’uso da una struttura in cemento, da pilastri e colonne che servono anche come supporto per i rivestimenti della cucina e per il tavolo. Molte sono le soluzioni ed i dettagli pensati dai due architetti che rendono questa casa trendy ma intramontabile allo stesso tempo: la combinazione di tavole di due diverse misure del pavimento in legno, gli zoccoli disegnati per l’occasione, la cucina ed il tavolo sospeso in vetro ed acciaio, il guardaroba ad hoc, tanto per citarne alcuni. Una convivenza equilibrata di vintage e nuovi arredi rendono la casa personale senza strafare.

I colori neutrali delle pareti danno continuità allo spazio e alle stanze e evidenziano alcuni elementi come il letto in stile scandinavo, la collezione di polaroid, la vetrina da infermiere in cui conservano gli oggetti collezionati nei viaggi.

La vista incantevole completa il valore di questo appartamento, nido della creatività e della vita insieme di questa coppia di giovani architetti.

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Cemento : Casa do Coto in Portogallo

E’ da qualche tempo che vorrei usare il cemento in uno dei miei progetti ma non mi è ancora capitato quello giusto e quando pronuncio la parola cemento davanti a uno dei miei clienti, leggo subito il panico nei loro occhi: immaginano di dover vivere in una scatola fredda, spoglia ed impietosa. Penso che quando il cemento è ben dosato e sapientemente mischiato con altri materiali e pezzi vintage o antichi, risulta molto più “morbido”.
Il cemento, infatti, ha un colore grigio non uniforme che sta bene con praticamente tutto ma ha bisogno di essere vestito con un arredamento caldo.  
L’hotel Casa Do Coto in Cedofeita Porto, Portogallo fa proprio questo in parte. La facciata storica nasconde un interno moderno in cemento caratterizzato da specchi barocchi, sedie vintage, bei pezzi di legno e scritte scolpite sui soffitti che danno una nuova prospettiva alle stanze.
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