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Come usare il colore e alcune riflessioni sul presente

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Una mia amica ha lasciato un commento sotto uno dei miei post su Instagram facendomi notare che recentemente ho pubblicato parecchie foto di alberghi e chiedendomi se questa tendenza nascondesse qualche desiderio recondito. La risposta e’ si’, sicuramente; nelle ultime settimane ho cominciato a sentirmi in trappola. Mi manca la dimensione dell’esplorare. Non posso neanche andare a vedere delle mostre, i musei in Italia sono aperti dal Lunedi’ and Venerdi’ fino alle 18.00, praticamente ci possono andare solo i pensionati che probabilmente a causa del Covid non vanno comunque. Dobbiamo portare pazienza, le cose prima o poi si sistemeranno anche se dubito torneremo alla normalita’ di prima.

Per tornare alla mia ossessione per gli alberghi, oggi volevo farvi vedere l’ Hotel Les Deux Gares. Posizionato fra la Gare du Nord e la Gare de L’Est a Parigi (da qui il nome), questo piccolo hotel ha tutto quello di cui hai bisogno, incluso una palestra e una zona per socializzare. Gli interni sono stati disegnati dall’ enfant-prodige inglese Luke Edward Hall e sono un ottimo esempio di come il colore puo’ transformare uno spazio. Il giovane designer ha abilmente mischiato attraenti verdi, gialli, rosa e celesti con tocchi di rosso, motivi geometrici, strisce, frange, leopardato e molto di piu’. Lo spazio appare cosi’ coerente perche’ i colori principali sono ricorrenti anche se usati in modi diversi: celeste e’ per esempio in un tessuto a strisce, un muro, lo sfondo di una carta da parati, una cornice.

Un incredibile fonte d’ispirazione!

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Fotografie cortesia di Hotel Les Deux Gares.

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Una meraviglia in stile colonico

Sto lavorando da casa oggi. Sono qui di fronte al computer, la gattina che dorme sulle mie gambe, le sue fusa rumorose come una moka, un cielo blu e sorridente fuori dalla finestra. E’ uno di quei giorni in cui a Roma si sente il profumo della primavera nell’aria. La qualita’ della luce, la temperatura mite, i primi boccioli sugli alberi lasciano il cervello ed il cuore confusi, nella falsa illusione che la primavera e’ dietro l’angolo. Parte di me spera in latri due mesi di freddo, non sono sicura di riuscire a resistere fino alle vacanze estive con questo sole audace, la mia mente scivola in uno stato pericoloso di euforia e frivolezza che rende concentrarsi un compito difficile.

Sapete tutti che adoro de Gournay, inclusa la collezione di carte da parati di gusto cinese The Colony disegnate in esclusiva per il recentemente ristrutturato Colony Hotel a Palm Beach, Florida.

Questo murales di larga scala e’ frutto della collaborazione della maison francese con la proprietaria del Colony Sarah Wetenhall ed e’ stato ispirato dal murales che originariamente adornava la lobby dell’hotel quando e’ stato aperto la prima volta nel 1947.

Questa gioiosa carta da parati che rappresenta flaminghi, scimmie, alligatori, pantere e una flora lussureggiante e gli arredi magistralmente scelti da Kemble Interiors si combinano a perfezione, creando un look che e’ al tempo stesso coloniale, femminile, spiritoso e tropicale.

Foto di Carmel Brantley, courtesia di de Gournay.

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India Mahdavi per De Gournay

Sono cosi’ felice di mostrarvi lo spettacolare showroom De Gournay di Parigi, progettato da India Mahdavi come parte dell’evento Deco Off 2020. Solo India Mahdavi poteva creare un favoloso ed accogliente boudoir che riesce ad essere contemporaneamente molto belle epoque ed incredibilmente di tendenza. La designer ed architetto di origini iraniane-anglo-egiziane e’ indubbiamente illustre maestra nel creare associazioni di colori inaspettate e nel declinare al meglio tonalita’ brillanti e coraggiose, vestendole con dettagli femminili e con forme inusuali.

Lo showroom e’ composto da due grandi stanze. La stanza lounge con grandi sedute in velluto viola e’ imbellita dalla carta Abbasi in The Sky commissionata dallo storico atelier francese De Gournay. Il murales, parte della collezione PPP e’ ispirato dal lavoro del miniaturista Iraniano del sedicesimo secolo Reza Abbasi; la scena e’ pitturata a mano su una seta color verde acquamarina pallido . La moquette lilla, soffice e sontuosa, unisce questo spazio con la stanza adiacente tappezzata dalla versione arancio della carta Chez Nina. Immancabili nei progetti di India le poltroncine a fiore Charlotte in velluto rosa cipria.

Fotografie di Rebecca Reid (cortesia di De Gourney)
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Verde, rosa e oro: Felix Soho

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Chi non vorrebbe sorseggiare un bel caffe’ in questo momento a Felix Soho?

Dopo il grande successo di Felix Roasting Co. a Midtown a New York e le conseguenti centinaia di condivisioni delle sue foto su Instagram, il designer, direttore creativo e partner del progetto Ken Fulk e il proprietario Matthew Moinian hanno aperto lo scorso Agosto un altro negozio meraviglioso a Soho a Londra, il Felix Soho.

Come il parente Americano, gli interni sono affascinanti e accattivanti. I colori dominanti, un intenso blu-verde, un tenero rosa e il lucente oro uniscono i diversi materiali e motivi.

(Photographs courtesy Felix Roasting Co.)

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Casa Hoyos, come rendere speciale la tradizione nel 2020

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Casa Hoyos, un hotel boutique a San Miguel De Allende, e’ proprieta’ della famiglia Hoyos per 4 generazioni. L’hotel occupa una tipica casa colonica Spagnola in una delle piu’ storiche citta’ del Messico ed e’ stata ristrutturata da AG Studio.

L’albergo con 16 stanze si sviluppa attorno al cortile e i suoi archi con i colori dello stemma di famiglia, nero e pesca, contrastato dai muri rivestiti di un giallo pungente.

La scelta degli arredi e’ originale, i colori e le forme dei pezzi, molti dei quali sono stati disegnati per questo progetto, sono sapientemente mischiati. Il risultato e’ innovativo e tradizionale al contempo e riesce perfettamente a preservare lo spirito del luogo.

Fotografie di Diego Padilla
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L’esplosione rosa della formica

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Quando vivevo a Londra, i caffè in formica erano abbastanza comuni, sopratutto nei quartieri più popolari; erano generalmente aperti fino alle due del pomeriggio e servivano colazioni all’Inglese o semplici sandwich (prosciutto e formaggio e simili), ovviamente accompagnati da fumanti tazze di tè.

Quando sono comparsi negli anni Cinquanta, questi caffè hanno introdotto un nuovo concetto di catering: un’alternativa ecomica, semplice ai ristoranti ma non così impersonale e veloce come i fast-food.

Erano nuovi e volevano sembrare nuovi. Non sorprende che abbiano scelto per i loro arredi la Formica, un materiale relativamente nuovo facile da pulire e resistente al calore.

Questi posti mi hanno sempre comunicato una sensazione di intimità e familiarità, così, quando ho scoperto che Child Studio aveva decorato un nuovo posto a Kings Cross a Londra chiamato Humble Pizza, definito spesso il Formica Cafè, ero molto curiosa di vederlo.

Humble Pizza è un’esplosione di rosa ma quello che noti di più è un certo feeling anni Cinquanta. In qualche modo il rosa pallido rende l’ispirazione anni Cinquanta senza tempo. La formica rosa copre muri, tavoli, il bancone e una sottile lista di legno di ciliegio divide i pannelli di formica.

Il pavimento a mosaico e qualche lampada di vintage di Poul Henningsen, Jacques Biny e Luigi Massoni completano il look esuberante di questo locale.

Porzioni pitturate con uno sfacciato verde oliva aggiungono interesse allo spazio e definiscono le funzioni dello spazio.

Le due menti creative dietro il Child Studio, Chieh Huang e Alexey Kostikov (nella foto in basso), hanno preso ispirazione dalla storia della zona in cui Humble Pizza si trova, una zona fulcro di tanta creatività alternativa negli anni Settanta e Ottanta, indossolubilmente legata al quelo genio punk che era Vivienne Westwood.

Evidentemente volevano creare un posto dove la gente ama intrattenersi, leggere ed essere energinazzata dal cibo e dall’ambiente.

A mio avviso, sono riusciti benissimo a creare un posto che sia intimo e familiare, come quelli che piacciono tanto a me ma anche un posto che non puoi non voler fotografare.

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Fotografie per gentile concessione di Child Studio.

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Bagni rosa con elementi a terrazzo

Ci sono alcune cose che mi sono sempre piaciute a prescindere dal fatto che vadono di moda o no. Mi sono sempre piaciuti – tanto per fare qualche esempio- gli anelli da uomo tipo stemma di famiglia, gli oli per il corpo, i pantaloni a zampa, le ceramiche mediterranee, i muri rosa e i pavimenti a terrazzo.

I miei nonni avevano i più bei pavimenti a terrazzo che abbia mai visto. Erano formati da pietre di fiume invece che da segmenti di marmo o granito o quarzo, sempre amalgamati con un legante (generalmente calce mischiata con delle graniglia e cocciopesto).

Il legante era nero nelle zone living, azzurro chiaro in cucina, bianco/beige nelle camere da letto abbinato a sassi di diversi colori. Erano dei pavimenti meravigliosi che ho sempre amato.

Visto, quindi, che da sempre sono appassionata di muri rosa e di pavimenti a terrazzo e visto, anche, che i muri rosa e i pavimenti a terrazzo sono tornati di gran moda, ho pensato bene di presentarvi una selezione di bagni con queste caratteristiche.

Come puoi vedere negli esempi qui sotto, l’associazione dei due elementi –rosa e terrazzo– è già molto d’impatto per questo generalmente il resto della decorazione viene mantenuta moderna e geometrica.

Mi piace molto il bagno nelle foto qui di seguito, fotografato da Yaroslav Priadka. In questo caso, i dettagli neri (i rubinetti, la cornice dello specchio e i saponi), anche se in minoranza come presenza, diventano il punto focale dello spazio.

Verde e azzurro polvere sono spesso usati a complemento in spazi rosa, come vediamo in altri esempi.

Mi piace  l’idea di estendere il pavimento a terrazzo fino ad un’altezza di 120/130 cm come nel progetto dello studio Concertina.

Se poi non puoi o non vuoi cambiare il pavimento o parte dei rivestimenti, puoi sempre inserire arredi a terrazzo (o meglio che simulano il terrazzo) come gli sgabelli o la vasca nella terza foto dall’alto.

Photo by Yaroslav Priadka

Photo by Yaroslav Priadka

Stump stool from Fenton & Fenton

Project by Bergman & Co

Bathroom designed by Iya Turabelidze of Concertina

Bathroom designed by Iya Turabelidze of Concretica

Interior by Studio Esteta

Interior by MOPS

My grandparents’ floor

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Piero Lissoni Color Collection

Tre anni fa abbiamo visto molti muri blu, due anni fa molti muri neri e l’anno scorso abbiamo visto molte muri rosa e bordeaux.

Speriamo nel 2018 di vedere molte pareti pitturate con vernici naturali e eco-friendly.

Possiamo cominciare dalla Color Collection di Piero Lissoni per Kerakoll ad esempio; sono a base d’acqua, inodori, esenti da VOC, prive di formaldeide, alchilfenoli etossilati (APEO), coalescenti, plastificanti e metalli pesanti.

E sono disponibili in 100 colori bellissimi.

Spero vivamente che questo sia il futuro della pittura per interni.

Mi piace molto il verde, il terracotta e il blu polvere delle prime tre foto dall’alto nel finitura gessosa extra-opaca @GEL PAINT.

Piero Lissoni, -direttore creativo di marchi come Alpi, Boffi, De Padova, Lema, Living Divani  e il designer dietro alcuni iconici pezzi d’arredo degli ultimi anni- sa quale effetto, prestazione e qualità cerca quando sceglie le pitture per i suoi progetti, quindi chi meglio di lui poteva lavorare con Kerakoll alla creazione di una nuova linea colore ? ?

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Una nuova versione di Sketch dell’artista David Shingley

Da quando India Mahadavi ha fatto Sketch a Londra, è stato copiato, copiato e stracopiato. A dirla tutta, la stessa India Mahadavi ha proposto una formula molto simile in alcuni monomarca di Valentino.

Dopo Sketch, il velluto rosa, le sedute tondeggianti, i lumini da tavolo, i divani per ristorante anni ’50 e i marmi policromi sono stati sdoganati.

Una buona parte di questo successo è dovuta ai disegni di David Shrigley che hanno dato a questo spazio sensuale, un marcia in più.

L’artista britannico ha recentemente selezionato 91 schizzi che hanno rifatto il look a Sketch; la nuova collezione d’arte è più d’impatto e colorata della precedente. Potrei mostrarvi alcuni dei suoi pezzi singoli ma per me è l’insieme che funziona.

E’ una forma artistica da leggere, non solo da guardare; come una libreria in una casa, è spunto di conversazione.

Sono stata da Sketch (per un tè a base di champagne 🙂 due volte e vi assicuro che è un posto che ti avvolge.

Se poi vuoi approfondire la conoscenza di David Shrigley, sfoglia il suo bellissimo sito.

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L’Ice Cream Museum

Stavo già morendo dalla voglia di andare a Los Angeles ma adesso, dopo aver visto le immagini del Museo del Gelato o Ice Cream Museum, il mio desiderio è diventato imperativo!

L’Ice Cream Museum, fondato dai giovani Maryellis Bunn e Manish Vora, ha già esaurito i biglietti fino ad Agosto dopo che Beyoncè e altre divi ne hanno pubblicato su Instagram.

Foto di Cameron Dallas

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