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Mãos al Blue Mountain School

Piu’ invecchio, piu’ apprezzo interni non complicati. Il ristorante con soli 8 posti Mãos all’interno del Blue Mountain School a Londra e’ un buon esempio di interno il cui fascino dipende da un intelligente e semplice uso di materiali e colori. Gli arredi sono funzionali e complementano lo spazio: aggiungono colore ed interesse senza centralizzare l’attenzione. Il pavimento in pino pieno di nodi dona a questo stellato ritrovo culinario nell’est della capitale inglese un aspetto naturale e familiare (mi ricorda il pavimento dei saloon del Far West!). In una stanza si abbina al colore dei muri e della maggior-parte degli arredi, nell’altra stanza il colore caldo del pino si abbina con il grigio chiaro delle pittura delle pareti e delle piastrelle. In emtrambi i casi, le sedie -molto diverse fra di loro- introducono un nuovo stile e un nuovo colore.

I sei piani di Blue Mountain School ospitano, a parte il ristorante Mãos, uno spazio per eventi (Grace), una spazio espositivo (Blue Project), una collezione di pezzi in edizione limitata e in vendita (Hostem Archive).

Photographies courtesy of The Blue Mountain School

in Interni

Le sedute di Missana

Vi faro’ vedere delle sedie e poltrone che vi catapulteranno in un atmosfera primaverile, prometto!  
Missana e’ un marchio di arredamento spagnolo che opera da anni sul mercato ma che e’ rinato dopo il 2012, anno in cui e’ stato rilanciato con un nuovo stile e una nuova filosofia estetica. Progettano arredi dalle forme futuristiche e gioiose e dai colori meravigliosi.
Quella che vedete e’ una selezione di alcuni dei pezzi che mi piacciono maggiormente ma non e’ stato facile selezionare perche’ ogni design ha varie versioni e viene proposto in diversi colori, tutti stupendi. Vi consiglio di farvi un bel giro sul sito di Missana per vedere per bene tutte le collezioni, poi mi saprete dire qual’e’ il vostro pezzo preferito!

Images courtesy of Missana.

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Palladium


Qualche settimana fa abbiamo parlato della collezione Origini di Tommaso Spinzi Design e di quanto il lavoro di design di Tommaso sia direttamente influenzato dalla sua esperienza e dalle sue passioni. Origini e’ una collezione ispirata dalla riscoperta della sua citta’: Tommaso si e’ recentemente trasferito a Milano dove ha passato alcuni anni lavorando come interior designer e designer di arredi in Svizzera, Australia e New York. E’ ritornato con una grande carica di energia e numerose idee in cantiere.

La settimana scorsa Spinzi Design ha presentato tre collezioni –Lamè, Planar e Meccano– alla Digital Design Week per il Fuorisalone (15/21 Giugno, la versione digitale perche’ per ovvi motivi il Salone del Mobile quest’anno non si e’ potuto tenere).

I suoi mobili sono in edizione limitata, creati con materiali diversi ma soni tutti molto scultorei. Palladium, ad esempio, lo sgabello e tavolino che vedete nelle immagini qui sotto, e’ un incontro raffinato di una linea curva e una linea dritta, di un rettangolo o di un disco con una lingua in acciaio. E’ uno dei miei design preferiti di Tommaso Spinzi per la sua sobria eleganza e la sua versatilita’.

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Chunky but funky!

Ho sempre voluto intitolare un post “Chunky but funky” e finalmente posso barrare dalla lista questo desiderio!

Scherzi a parte, recentemente mi oriento su divani con la gambe, scelgo sempre modelli snelli di gusto Scandinavo. Ci sono però meravigliosi divani di design che hanno un aspetto un pò tozzo ma che sono da urlo.

Ne ho selezionati otto di alcune delle marche Europee di arredamento più prolifiche e opera di alcuni delle firme di design più leggendarie degli ultimi tempi: Roche Bobois, Cassina, B&B Italia, Gufram, Line Roset.Tutti questi divani sono adesso parte della storia del design e alcuni di questi sono stati esibiti in musei. Con le loro originali ed eccentriche forme, rubano l’attenzione ovunque li metti. Negli ultimi anni, queste case di arredamento hanno aggiunto ai loro cataloghi nuovi vibranti colori e tessuti ed hanno lanciato edizioni limitate da collezione.

Qual’è il vostro preferito?

Bubble di Roche Bobois
Le Bambole di B&B
Uncover di Line Roset
LC3 di Cassina
Togo di Lignet Roset
Ploum di Lignet Roset
Betsy di Gufram
Facett di Ligne Roset
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I migliori arredi per esterno di quest’estate

I migliori arredi per esterno del 2020 secondo +DECO? Ayana di B&B Italia!

La collezione disegnata dal designer Giapponese Naoto Fukasawa e’ esattamente come la vorrei per il terrazzo o giardino che non ho.

Combina l’elegante semplicita’ dei tradizionali mobili Asiatici, la longevita’ e solidita’ del legno massello, le forme di alcune sedute Scandinave e una scelta di favolosi tessuti di qualita’ per la tappezzeria (adoro le stoffe nelle foto qui di seguito!).

Quello che mi piace di questa collezione, a parte il suo aspetto, e’ il fatto che sono pezzi che possono essere vissuti e che puoi usare e abusare, qualcosa da lasciare ai tuoi figli perche’ non ti stancheranno mai.

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Verso la perfezione, a Varsavia

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Abbiamo parlato più volte del fatto che amo le cose vecchie per la loro qualità e per la storia che si portano dietro.

Gli appartamenti molto moderni e spogli non fanno per me.

C’è però un’eleganza contemporanea che sfrutta il fascino di materiali naturali, ispirazioni dal passato, la sartorialità immobiliare e che non stanca mai. E’ il ben fatto con gusto.

Questo appartamento a Varsavia, arredato da Marta Chapkra di Studio Colombe, ne è perfetto esempio. A dire il vero, tutto il lavoro di Studio Colombe ne è esempio.

Il pavimento in legno a spina di pesce e una sofisticata scelta di colori fa da sfondo a pezzi ricercati. La scelta dei colori murali, tutti chiari, non è banale. Il bianco è declinato in molte sfumature, non è mai semplicemente bianco. I tessuti inseriscono colore e struttura.

La cucina, su misura come molti degli arredi, è particolare ma sobria. L’inserzione di tondi in legno, la divisione in riquadri, i due colori, il backsplash in marmo sono tutti elementi vincenti.

Le cornici a muro, piccole e discrete, aggiungono interesse senza predominare la scena.

In questo appartamento mi ci trasferirari domani senza cambiare nulla. Raramente mi capita di dire una cosa del genere ma in questo caso c’è quell’equilibrio fra qualità e gusto che mi conquista ed il fatto, non scontato, che sembra una casa comoda, piena di armadi e spazi da vivere facilmente.

Se vuoi vedere altri spazi belli e ben fatti, guarda la casa ricavata in una vecchia chiesa in Australia e la ristrutturazione di una vecchia stalla a Londra.

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Le consolle allungabili di Mobili Fiver

Buonasera a tutti!

Come al solito Settembre è un mese intenso e Ottobre non sarà da meno, si sta già riempendo di appuntamenti. Ho impegni  ogni fine settimana fra visite di amici oltralpe, sabati di lavoro, feste di compleanno: se continua così che il primo weekend libero  che avrò, sarà a Novembre.

A parte l’usuale mole di lavoro e l’intensa vita sociale, sto aiutando un’amica a risistemare casa.

Si è da poco separata dal suo compagno e vuole dare un nuovo look al suo appartamento (non è un luogo comune, spesso le donne che vogliono una nuova vita, cominciano col cambiare la pettinatura o i mobili).

Come sempre e come spesso nelle grandi città, le criticità di questi interventi ruotano attorno allo spazio e al budget.

La mia strategia è investire in belle luci e interessanti pezzi d’arte, in arredi versatili e in divani e poltrone snelli, con braccioli sottili per massimizzare l’uso dello spazio.

Mobili Fiver ha delle strategiche consolle e tavoli a prezzi abbordabili. Ho preso alla mia amica una consolle allungabile che diventa un tavolo da pranzo, perfetto per quando ha gli amici a cena o tutto il clan familiare.

La consolle che abbiamo scelto si chiama First (vedi foto sotto) e misura 90 x 45 x 76 cm quando chiusa ma può estendersi fino a 305 cm e ospitare 14 persone! Il meccanismo di apertura è semplice, prevede 5 tavole d’allungo facili da inserire; a seconda di quante tavole inserisci la consolle può diventare 149 cm, 201 cm, 253 cm o 305 cm (vedi schema qui sotto).

I prezzi sono  molto convenienti perchè Mobili Fiver produce in Italia ma non ha showroom o non vende in negozi, vende solo tramite il sito; in questo modo riescono a tagliare dei costi superfluei e a mantenere i prezzi competitivi.

La comodità di avere una consolle allungabile è che occupa pochissimo spazio quando chiusa ma anche che è facilmente trasportabile.

Ti può salvare la vita anche nelle case di vacanza, in terrazzo o in giardino; per l’occasione la porti dentro e fuori facilmente.

Anche i tavoli della stessa ditta hanno forme lineari e lo stesso principio vincente di allungamento. Alcuni, come il modello “Easy” qua sotto, arriva ad essere 220 cm e le allunghe possono essere riposte sotto il piano (quando viene richiuso); altri come ad esempio il modello “Eldorado” da quadrati (90 x 90 cm) diventano 180 cm x 90 cm.

Insomma Mobili Fiver è da tenere sicuramente presente, perchè tutti noi, a prescindere dai metri quadri in cui abitiamo, non abbiamo mai abbastanza spazio…o abbastanza ospiti!

La consolle allungabile “First” nella finitura Quercia.

La consolle “Angelica” allungata.

Lo schema della consolle “First” dove vengono illustrate le possibilità di estensione.

Un particolare della consolle “First” in rovere rustico.

Il tavolo allungabile “Easy”.

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Train your eyes

La parte migliore di avere un blog ben avviato è che designer da tutto il mondo ti contattano per un saluto e per presentare i propro design (già in passato facevo questa considerazione, nel post su Valerio Vidali).

La settimana scorsa, una gentile giovane designer cinese , Yingjie Chen, mi ha scritto un’email offrendomi l’opportunità di scoprire le sue collezioni.

Nonostante sia giovanissima, il suo curriculum è ricco di competenze e riconoscimenti.

I suoi pezzi sono belli e facili da spedire (quindi a ridotto impatto ambientale) perché si piegano e sono smontabili.

Ho fatto a Yingjie Chen alcune domande riguardanti il suo approccio al design e la sua ispirazione:

Hai sempre avuto il desiderio di disegnare oggetti di design?

“Il mio interesse nel disegnare oggetti è cominciato quando ho intrapreso la mia laurea triennale in design industriale. Mi piace risolvere i potenziali problemi di prodotti esistenti ed analizzare l’interazione degli utenti con i prodotti. ”

Chi sono i designer che ti ispirano? 

“Sono stata ispirata da molti designer e architetti. Quello che mi ha ispirato maggiormente è il designer francese Philippe Stark. Il suo design spazia da un piccolo spazzolino da denti a grandi progetti e i suoi prodotti hanno tutti una grande personalità. Sono anche ispirata da I.M Pei, Renzo Piano, Frank Lloyd Wright e molti altri. ”

Quale oggetto di uso quotidiano di sarebbe piaciuto disegnare? 

“Mi piacerebbe disegnare più prodotti per la cucina, come frullatori, pentole e utensili. Mi piace cucinare e mi rendo conto che un prodotto per la cucina ben disegnato può fornire all’utente un’interazione più funzionale e una migliore esperienza.”

Qual’è il tuo consiglio per i giovani designer? 

“Train your eyes! Esercita gli occhi! Esplora tutto quello che c’è intorno a te, dalla natura alle costruzioni, dagli animali ai prodotti. Penso che in quanto designer, tu debba avere un occhio attento a vedere le cose belle nella vita e trarne ispirazione. La cosa bella di essere un designer è che abbiamo il potere di creare prodotti funzionali e estetici, che migliorano la vita di tutti i giorni della gente.

Adesso vivi negli Stati Uniti, cosa ti manca della Cina? 

“Studio negli Stati Uniti da quattro anni e quello che mi manca di più è sicuramente la mia famiglia che ha sempre supportato i miei studi e la mia carriera. Mi manca anche la cucina cinese!”

 

Sono sicura che Yingjie Chen farà una carriera brillante e spero che quando verrà a Roma mi chiamerà per un caffè e una chiacchiera sul design e la cucina cinese!

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Il migliore negozio di tessuti a Roma!

Questo è il posto dove prendo i tessuti per i miei progetti a Roma, fotografato dal bravissimo Elio Rosato.

L’atelier Le Proposte d’Interni occupa due ampi ambienti al piano rialzato di uno sfarzoso palazzo Romano, edificato dal 1542.

Sandro e Giovanni, cugini con una lunga tradizione familiare che ha che fare con la tappezzeria e le stoffe d’arredo, hanno ripulito le pareti dalle pitture degli ultimi anni ed hanno trovato l’originale color salvia, meravigliosamente scolorito.

In una stanza c’è ancora la vecchia libreria dove venivano conservati i documenti; questo infatto era l’archivio del palazzo. Ora questi scaffali in legno ospitano centinaia di campioni di tessuti bellissimi.

Le stoffe per gli interni sono sempre stati la mia passione e adoro venire qui,; ci passerei delle ore, a volte ce le passo a dirla tutta….

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Un appartamento informale a Roma

Nascosto una di quelle piccole, fascinose strade che si trovano solo a Roma, questo appartamento è a due passi dal vocio di Campo de’ Fiori e da negozi e bar, in una parte del centro dove si trovano ancora artigiani e Romani veri seduti a sorseggiare spritz. Quando hanno progettato questa casa, i due architetti e proprietari Edoardo RosatiOlimpia Stacchi  di Architects at Work Studio volevano creare uno spazio dal look informale, intento pienamente riuscito.

Il living è aperto e luminoso ma diviso visivamente in zone d’uso da una struttura in cemento, da pilastri e colonne che servono anche come supporto per i rivestimenti della cucina e per il tavolo. Molte sono le soluzioni ed i dettagli pensati dai due architetti che rendono questa casa trendy ma intramontabile allo stesso tempo: la combinazione di tavole di due diverse misure del pavimento in legno, gli zoccoli disegnati per l’occasione, la cucina ed il tavolo sospeso in vetro ed acciaio, il guardaroba ad hoc, tanto per citarne alcuni. Una convivenza equilibrata di vintage e nuovi arredi rendono la casa personale senza strafare.

I colori neutrali delle pareti danno continuità allo spazio e alle stanze e evidenziano alcuni elementi come il letto in stile scandinavo, la collezione di polaroid, la vetrina da infermiere in cui conservano gli oggetti collezionati nei viaggi.

La vista incantevole completa il valore di questo appartamento, nido della creatività e della vita insieme di questa coppia di giovani architetti.

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