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Come usare il colore e alcune riflessioni sul presente

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Una mia amica ha lasciato un commento sotto uno dei miei post su Instagram facendomi notare che recentemente ho pubblicato parecchie foto di alberghi e chiedendomi se questa tendenza nascondesse qualche desiderio recondito. La risposta e’ si’, sicuramente; nelle ultime settimane ho cominciato a sentirmi in trappola. Mi manca la dimensione dell’esplorare. Non posso neanche andare a vedere delle mostre, i musei in Italia sono aperti dal Lunedi’ and Venerdi’ fino alle 18.00, praticamente ci possono andare solo i pensionati che probabilmente a causa del Covid non vanno comunque. Dobbiamo portare pazienza, le cose prima o poi si sistemeranno anche se dubito torneremo alla normalita’ di prima.

Per tornare alla mia ossessione per gli alberghi, oggi volevo farvi vedere l’ Hotel Les Deux Gares. Posizionato fra la Gare du Nord e la Gare de L’Est a Parigi (da qui il nome), questo piccolo hotel ha tutto quello di cui hai bisogno, incluso una palestra e una zona per socializzare. Gli interni sono stati disegnati dall’ enfant-prodige inglese Luke Edward Hall e sono un ottimo esempio di come il colore puo’ transformare uno spazio. Il giovane designer ha abilmente mischiato attraenti verdi, gialli, rosa e celesti con tocchi di rosso, motivi geometrici, strisce, frange, leopardato e molto di piu’. Lo spazio appare cosi’ coerente perche’ i colori principali sono ricorrenti anche se usati in modi diversi: celeste e’ per esempio in un tessuto a strisce, un muro, lo sfondo di una carta da parati, una cornice.

Un incredibile fonte d’ispirazione!

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Fotografie cortesia di Hotel Les Deux Gares.

in Interni

India Mahdavi per De Gournay

Sono cosi’ felice di mostrarvi lo spettacolare showroom De Gournay di Parigi, progettato da India Mahdavi come parte dell’evento Deco Off 2020. Solo India Mahdavi poteva creare un favoloso ed accogliente boudoir che riesce ad essere contemporaneamente molto belle epoque ed incredibilmente di tendenza. La designer ed architetto di origini iraniane-anglo-egiziane e’ indubbiamente illustre maestra nel creare associazioni di colori inaspettate e nel declinare al meglio tonalita’ brillanti e coraggiose, vestendole con dettagli femminili e con forme inusuali.

Lo showroom e’ composto da due grandi stanze. La stanza lounge con grandi sedute in velluto viola e’ imbellita dalla carta Abbasi in The Sky commissionata dallo storico atelier francese De Gournay. Il murales, parte della collezione PPP e’ ispirato dal lavoro del miniaturista Iraniano del sedicesimo secolo Reza Abbasi; la scena e’ pitturata a mano su una seta color verde acquamarina pallido . La moquette lilla, soffice e sontuosa, unisce questo spazio con la stanza adiacente tappezzata dalla versione arancio della carta Chez Nina. Immancabili nei progetti di India le poltroncine a fiore Charlotte in velluto rosa cipria.

Fotografie di Rebecca Reid (cortesia di De Gourney)
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Verde, rosa e oro: Felix Soho

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Chi non vorrebbe sorseggiare un bel caffe’ in questo momento a Felix Soho?

Dopo il grande successo di Felix Roasting Co. a Midtown a New York e le conseguenti centinaia di condivisioni delle sue foto su Instagram, il designer, direttore creativo e partner del progetto Ken Fulk e il proprietario Matthew Moinian hanno aperto lo scorso Agosto un altro negozio meraviglioso a Soho a Londra, il Felix Soho.

Come il parente Americano, gli interni sono affascinanti e accattivanti. I colori dominanti, un intenso blu-verde, un tenero rosa e il lucente oro uniscono i diversi materiali e motivi.

(Photographs courtesy Felix Roasting Co.)

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Vivere in un museo

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Palermo e’ una delle mie citta’ preferite al mondo. E’ intrigante, affascinante, esotica, elegante ed un posto dove la vita sembra possa essere dolce, un posto che ti attrae come una sirena in un mare omerico. Ogni volta che vado a Palermo, scopro qualcosa di nuovo e parto con un nuovo bagaglio pieno d’ispirazione. Non sorprede che il mio amore per questa citta’ aumenti di volta in volta.

Una delle mie recenti scoperte e’ Palazzo Contefederico, a pochi passi dal vivace mercato di Ballaro‘. Questo palazzo seicentesco e’ ancora abitato dal Conte Alessandro Federico e dalla sua famiglia; uno dei figli del conte mi ha guidato per le meravigliose stanze del Palazzo Contefederico. Il fatto che le visite siano tenute da un membro della famiglia e il fatto che e’ ancora la loro casa rende l’esperienza unica.

E’ una visita molto interessante anche per gli appassionati di interior design visto i coloratissimi pavimenti originali , i quadri, le foto e le cornici, i preziosi tessuti e parati, i colori, i numerosi bellissimi scorci. Potete farvi un’idea dalle mie foto qui sotto.

A Palermo da non perdere e’ anche la collezione privata di maioliche a Le Stanze al Genio, di cui ho scritto qualche tempo fa.

Purtroppo invece il negozio vintage Mercurio & C che sono andata a fotografare l’anno scorso (vedi il post) ha chiuso e ha lasciato posto ad un’anonima gioielleria (originariamente era una gioielleria ma non anonima).

(Fotografie di Elena Giavarini)

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Fatemi usare Nuvolette di Fornasetti

Ormai è diventata una barzelletta, ho cercato di mettere la carta da parati Nuvolette di Fornasetti per anni ma ogni volta che la propongo ai miei clienti scelgono altro. Tutti ne riconoscono la bellezza ma la trovano troppo Sturm und Drang, troppo nostalgica o semplicemente troppo emotivamente tempestosa.

Lo capisco, anche io la userei su un muro o in un ingresso, certo non in tutta casa ma del resto lo stesso vale per tutte le carte da parati che mi piacciono.

A parte questo, Nuvolette di Fornasetti è un scelta sicura in realtà, un classico che prescinde dalle mode e probabimente non ti stancherà mai. Ha un disegno ripetitivo anche se forte ed il fatto che è bianca e grigia la rende molto elegante.

Nuvolette è stata disegnata da Fornasetti, viene prodotta da Cole&Son e distribuita da varie parti, online e non. E’ disponibile in qualche altra variante di colore o di intensità di colore (ad esempio, più scura o sull’azzurro) ma la mia preferita rimane quella grigia qui sotto.

Ricordate di usarla in piccole dosi ma in spazi larghi abbastanza per apprezzarla, che sia una parete o muri contigui.

Altre carte da parati che ho proposto in passato ma hanno attratto e spaventato i clienti allo stesso tempo sono le Calico disegnate da Rachel e Nick Cope.

E voi che ne pensate? Tappezzereste un muro con Nuvolette di Fornasetti?

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Il migliore negozio di tessuti a Roma!

Questo è il posto dove prendo i tessuti per i miei progetti a Roma, fotografato dal bravissimo Elio Rosato.

L’atelier Le Proposte d’Interni occupa due ampi ambienti al piano rialzato di uno sfarzoso palazzo Romano, edificato dal 1542.

Sandro e Giovanni, cugini con una lunga tradizione familiare che ha che fare con la tappezzeria e le stoffe d’arredo, hanno ripulito le pareti dalle pitture degli ultimi anni ed hanno trovato l’originale color salvia, meravigliosamente scolorito.

In una stanza c’è ancora la vecchia libreria dove venivano conservati i documenti; questo infatto era l’archivio del palazzo. Ora questi scaffali in legno ospitano centinaia di campioni di tessuti bellissimi.

Le stoffe per gli interni sono sempre stati la mia passione e adoro venire qui,; ci passerei delle ore, a volte ce le passo a dirla tutta….

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Kiki Slaughter’s studio in Atlanta

Adoro gli studi: il più delle volte raccontano la storia di una passione, non solo di un lavoro.

Lo studio di Kiki Slaughter ad Atalanta è meraviglioso, ha grandi finestre, pareti di mattoni e l’armonia dei colori dei suoi dipinti tutt’intorno.

L’ultima creazione di Kiki Slaughter è la carta da parati Oh La La in Verdigris  per FEATHR, parte della collezione  di carte da parati Oh La La. 

Questo rivestimento, con la sua palette di “verde menta tenue, verde mare tendente al blu con inserti di rosso mattone e terracotta” – come ben descritto sul sito di FEATHR, rappresenta lo sperimentale, spontaneo approccio pittorico dell’artista americana.

Guarda lo studio di Davide Dormino o gli studi degli stilisti Antonio Marras e Stella Jean e dimmi quale più si avvicna al tuo stile.

Se invece di piace l’idea del colore steso ad acquarello, ma preferiresti dei cuscini guarda quelli di Romo.

Photographs by Jimmy Johnston

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Le carti da parati removibili di Samantha Santana

Mi sono entusiasmata parecchio per le carte da parati di Samantha Santana quando le ho scoperte. Prima di tutto sono un’esplosione di vivaci colori, una detonazione di fiori; queste carte sono anche, nella loro versione ‘stacca e attacca’ (peel and sticl, in inglese), molto comode, sono convenienti e facili da attaccare e rimuovere, a differenza di quelle tradizionali  (che comunque puoi trovare sul sito di Samantha Santana).

Sono anche una buona idea come fondali per un servizio fotografico (e per questo hanno attirato la mia attenzione all’inizio).

I design di Samantha Santana hanno una definizione quasi fotografica che gli dà profondità e un look più contemporaneo. Sono molto più audaci di molte carte da parati floreali che trovi sul mercato.

Nel sito di Samantha Santana, c’è un video dove mostra come applicarle al muro e sembra molto facile.

Queste carte da parati sono stampate su un materiale tessuto con inchiostri ecologici che rendono il tutto ancora più bello.

Prima di applicarle, assicurati che l’intonaco del muro sia solido e non sul punto di sbriciolarsi (anche se non sembra a vista). E’ consigliabile infatti provare il materiale sul muro interessato prima.

In ogni caso, sono sicura che troverai molti altri modi per usare queste carte da parati così solari.

Samantha vive e lavora in USA ma consegna senza problemi in tutto il mondo. E’ molto carina e disponibile e risponde alle tue domande in brevissimo tempo.

Quindi, vi ho convinto, facciamo un ordine cumulativo?

Se vuoi vedere una selezione di carte da parati tropicali, guarda qui e se vuoi vederne altre che non passano inosservate, clicca qui.

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Carte da parati: nuove alternative al tropicale

Non so voi ma io mi sarei anche un pò stufata delle carte da parati tropicali, delle  foglie di palma e di uccelli esotici fra una vegetazione lussureggiante.

Non mi fraintendete, mi piacciono molti dei disegni tropicali classici o nuovi, mi sono perà annoiata del look in genere, anche perché è visto e stravisto.

Ho selezionato alcune carte da parati diverse e nuove per tutti quelli che, come me, si chiedono che alternative ci siano allo stile paradiso terrestre.

La prima dall’alto è  Circus di Wall&Decò, un’alternativa al muro effetto sbiadito.

Devo dire che Wall&Decò riesce spesso a lanciare prodotti degni di nota. Il brand italiano, famoso soprattutto per le sue carte da parati da esterni o con motivi di grandi dimensioni, si sta imponendo sempre di più nell’ambito dei rivestimenti per pareti.

La più tropicale delle carte selezionate è senza dubbio la seconda dall’alto, Miami dalla collezione Icon di Cole& Son. E’ disponibile in bianco e nero ma preferisco questa variante che è visivamente meno aggressiva.

La terza dall’alto è ancora di Wall&Decò e si chiama 17130EWC. L’ho scelta per chi, di voi, ama uno stile più lineare ed elegante.

La carta da parati rossa uguale al rivestimento del divano non poteva non essere Mey Meh by House of Hackney ed è per le persone a cui piace osare. Una carta così ricca di colore e dettagli e così particolare sta meglio in case d’epoca e sicuramente richiede una grande attenzione nel coordinare tutti gli elementi decorativi della stanza. In poche parole, non sceglierla se il resto degli arredi non si presta: un mobile bianco di Ikea su uno sfondo del genere, ad esempio, è un pugno in un occhio.

Proseguendo, abbiamo Hornbeam by Farrow & Ball, in una graziosa combinazione di due varianti divise da una cornice in legno pitturata di verde chiaro, un colore presente in entrambe. Hornbeam non è un design nuovo della casa inglese conosciuta prevalentemente per le sue pitture, ma è un’opzione da tenere presente, in tutte le sue declinazioni cromatiche.

La carta da parati nel bagno (seconda immagine dall’alto) è disegnata da Christian Lacroix per Designers Guild e si chiama Bain the Minuit-Mediterranee.

Devo dire che Christian Lacroix è una delle principali ragioni per cui seguo ancora Designers Guild che, nell’insieme,  mi era più congegnale anni fa.

Ultima ma non per rilevanza, la carta di Pierre Frey chiamata Soccorro, ispirata dalle geometrie Maya. Sono una grande fan dei tessuti di Pierre Frey per cui non potevo non includere una delle sue carte da parati anche se mi piacerebbe vedere più foto ambientate delle carte sul loro sito.

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Hermes jungle fever

Mi sa che mi sono presa la ‘Hermes jungle fever‘ (che detta così sembra il titolo di un album di musica elettronica francese anni ’90).
Uno dei miei design preferiti negli ultimi tempi è Jardin d’Osier di Hermes per Dedar (immagine in alto).
Adoro i suoi colori brillanti, il fatto che è esotico ma astratto; sono sicura che diventerà un classino nel mondo degli interni.
All’inizio mi sono innamorata della versione verde e blu, Jardin d’Osier M03 (qui sotto), ma adesso mi piacciono anche le altre due varianti.
Jardin d’Osier non è l’unica carta da parati e/o tessuto creato dalla maison francese.
Equatour (seconda e terza immagine dall’alto) ha in sè tutto il fascino coloniale che il brand Hermes trasuda. La più bella è secondo me ma senza dubbio, la M03, in seppia.
Trovo anche stupendo il tessuto  Zébrures (il design zebrato riportato qui in rosso e nero), in tutte le sue varianti colore.
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Sophie Pailleret ha basato la scelta cromatica per la sala del suo appartamento parigino su Jardin d’Osier di Hermes e così facendo si è conquistata la copertina del numero di Marzo di Elle Decoration (foto di Christian Schaulin). 

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