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Angelot, come trasformare svantaggi in vantaggi

Angelot -una pasticceria a Xiasha in Cina- nasce dalla visione e dall’esperienza di due giovani ma ben navigati architetti cinesi, Yan Zhang e Jianan Shan, fondatori dello studio Say Architects.

Gli architetti sono riusciti a risolvere evidenti svantaggi della struttura, come la porta d’ingresso recessa dalla facciata ed il fatto che la finestra a tutta altezza all’interno non ha una bella vista. Non hanno cercato di nascondere questi svantaggi ma li hanno resi dei punti focali, degli elementi di forza.

L’entrata, ricoperta in ceramiche fatte a mano, è curva e accompagna i clienti all’interno, rivelando la sala da pranzo lentamente, come una sorpresa. Per dare un senso alle due differenti altezze fra il livello dell’entrata (molto basso) e la sala da pranzo (molto alto), hanno creato, ad unione, uno spazio con le utilità. Nella stanza principale hanno usato delle tende in cemento armato in fibra di vetro per ammordire la rigidità visiva del muro e delle tende semi-trasparenti per nascondere la non attraente vista. Qualche albero di limone- ciliegina sulla torta- porta un pò di natura all’interno della pasticceria.

Fotografie di Hao Zhang, cortesia di Say Architects.

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Casa Plenaire di Studio Child

Viaggiare con la mente e con la fantasia è un’abilità che abbiamo sviluppato nei secoli ma con il livello di realismo a cui siamo abituati oggigiorno, in TV e sui social media, sembra che sia necessario usare l’immaginazione sempre meno. Il nuovo astratto diventa sempre più reale.

Grazie ad una sempre più rampante evoluzione tecnologica, possiamo creare mondi che assomigliano se non eccellono rispetto a quelli in cui viviamo, possiamo produrre oggetti con stampanti complesse e costruire spazi idilliaci seduti alla nostra scrivania.

Un pò quello che ha fatto Studio Child per Plenaire, un dinamico, sostenibile brand Britannico per la cura della pelle. Che Huang e Alexy Kos hanno disegnato il perfetto nido durante l’isolamento, un posto dove molti di noi preferirebbero essere ora. Usando dei programmi 3D, il prolifico duo ha progettato una casa sul mare (forse su un’isola?), inondata di luce e aria. Le stanze mi ricordano le case della Grecia o del Sud Italia con in muri in calce bianchi e viste mozzafiato di mari di un azzurro intenso e potente.

Gli arredi sono spartani ma scelti con attenzione: pezzi di Pierre Paulin, Eero Aarnio e Greta von Nessen si accompagnano a oggetti estivi come cappelli di paglia, ventagli e anfore.

Un altro progetto interessante di Studio Child; non vedo l’ora di vedere il prossimo! Nel frattempo, guardate (o riguardate) uno dei loro recenti meravigliosi lavori, Humble Pizza a Londra.

Images courtesy of Child Studio

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Andiamo! Da JAG Gallery

E cosi’, da un giorno all’altro, viaggiare e’ diventato difficile se non impossibile. Da un giorno all’altro, i confini sono stati chiusi e il quartiere dove viviamo e’ diventato il nostro mondo. Da un giorno all’altro e chissa’ per quanti altri giorni, non potremo prendere un aereo o un treno o una nave a cuor leggero che sia per motivi lavorativi, per vacanza, per esplorare, per abbracciare le persone che amiamo o semplicemente per scappare un po’.

Quello che mi piace dell’avere un blog è che mi permette di far viaggiare i miei lettori dalla loro scrivania, di ispirare curiosità, di mostrare entusiasmanti cose e posti nuovi.

Dopo Marrakech con il Museo YSL, Roma con il progetto di m2ft, Milano con Spinzi Design, oggi voliamo con l’immaginazione a Parigi, nella sofisticata Galerie Jag.

Galerie Jag è il luogo dove la curatrice Jessica Barouch espone e dispone una finemente selezionata collezione di oggetti e arredi di artisti da tutto il mondo.

Lo spazio è un appartamento nel 7° arrondissement, curato nei minimi particolari e “imbellito” (una parola che Jessica usa e che amo) da molti pezzi con qualità scultoree, parte della collezione Galerie Jag.

I colori ed i materiali giocano un ruolo importante nell’unificare questi elementi artistici: il bianco caldo, lo sfondo nero, il legno, tonalità naturali e pastose.

Design di Yuko Nishikaya
Design di Yuko Nishikaya
Design di Ryosuke Yazaki

(Images courtesy of JAG Galerie)

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Verso la perfezione, a Varsavia

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Abbiamo parlato più volte del fatto che amo le cose vecchie per la loro qualità e per la storia che si portano dietro.

Gli appartamenti molto moderni e spogli non fanno per me.

C’è però un’eleganza contemporanea che sfrutta il fascino di materiali naturali, ispirazioni dal passato, la sartorialità immobiliare e che non stanca mai. E’ il ben fatto con gusto.

Questo appartamento a Varsavia, arredato da Marta Chapkra di Studio Colombe, ne è perfetto esempio. A dire il vero, tutto il lavoro di Studio Colombe ne è esempio.

Il pavimento in legno a spina di pesce e una sofisticata scelta di colori fa da sfondo a pezzi ricercati. La scelta dei colori murali, tutti chiari, non è banale. Il bianco è declinato in molte sfumature, non è mai semplicemente bianco. I tessuti inseriscono colore e struttura.

La cucina, su misura come molti degli arredi, è particolare ma sobria. L’inserzione di tondi in legno, la divisione in riquadri, i due colori, il backsplash in marmo sono tutti elementi vincenti.

Le cornici a muro, piccole e discrete, aggiungono interesse senza predominare la scena.

In questo appartamento mi ci trasferirari domani senza cambiare nulla. Raramente mi capita di dire una cosa del genere ma in questo caso c’è quell’equilibrio fra qualità e gusto che mi conquista ed il fatto, non scontato, che sembra una casa comoda, piena di armadi e spazi da vivere facilmente.

Se vuoi vedere altri spazi belli e ben fatti, guarda la casa ricavata in una vecchia chiesa in Australia e la ristrutturazione di una vecchia stalla a Londra.

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Il bianco è tornato (o i divani curvi)

Finalmente il bianco è tornato di moda, o meglio, i bianchi ed i beige sono tornati di moda.

Nel design di interni e nella moda, la tendenza torna a prediligere arredamenti che non passano di moda, tornano i materiali e le tinte naturali e un sano appetito per la qualità e il classico.

Gli interni di Andreas Martin-Löf rappresentano perfettamente queste nuove intenzioni.

Lo studio di Andreas Martin-Löf si trova a Stoccolma in Svezia e vanta un portfolio che gli è valso molti premi.

L’appartamento nelle foto qui di seguito è la casa dell’architetto Andreas Martin-Löf a Vasastan, Stoccolma.

E’ uno spazio curato nei minimi dettagli, essenziale ma non freddo; nel complesso è un luogo che infonde calma.

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Bei toni e un uso intelligente di uno spazio (piccolo)

Questa casa ha attirato la mia attenzione per il suo uso del colore: rosa, terracotta/rosa, rosa cipria, rosa carne. Le diverse area e stanze sono unificate dall’uso di questi toni che l’occhio percepisce come declinazioni dello stesso colore rosa ma che in realtà sono colori distinti; tonalità che cambiano anche a seconda della quantità e qualità della luce che filtra dalle finestre.

Guardando bene poi, sono rimasta colpita dalla sapiente divisione dello spazio.

Non manca nulla in quest’appartamento di 48 metri quadri; è praticamente una grande stanza divisa a seconda delle funzioni, più un ingresso e un bagno (di cui non sono state pubblicate foto perchè forse è molto piccolo, o cieco). I proprietari sono una coppia Svedese che è stata capace di trasformare un problema (la mancanza di spazio) in un’opportunità.

La posa del pavimento di legno e i colori aiutano a separare e allo stesso tempo unire le varie aree.

La camera da letto è chiusa intelligentemente con un muro in cartongesso alzato a 3/4 e delle vetrate incorninciate in legno, per lasciare fluire la luce ma anche rendere la stanza privata (è una tenda a righe quella che vedo a destra della vetrata nella terza foto dall’alto? Credo proprio di sì!)

Nel complesso è un’appartamento pieno di stimoli e accorgimenti da copiare, inclusa la cucina con i pensili rivestiti in compensato di pino.

Se vuoi vedere un esempio in stile più industriale di come dividere lo spazio, guarda anche l‘appartamento di Parigi di Studio Moc.

Photos by Jonas Gustavsson for Elle Decoration Sweden through Planete Deco

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Piero Lissoni Color Collection

Tre anni fa abbiamo visto molti muri blu, due anni fa molti muri neri e l’anno scorso abbiamo visto molte muri rosa e bordeaux.

Speriamo nel 2018 di vedere molte pareti pitturate con vernici naturali e eco-friendly.

Possiamo cominciare dalla Color Collection di Piero Lissoni per Kerakoll ad esempio; sono a base d’acqua, inodori, esenti da VOC, prive di formaldeide, alchilfenoli etossilati (APEO), coalescenti, plastificanti e metalli pesanti.

E sono disponibili in 100 colori bellissimi.

Spero vivamente che questo sia il futuro della pittura per interni.

Mi piace molto il verde, il terracotta e il blu polvere delle prime tre foto dall’alto nel finitura gessosa extra-opaca @GEL PAINT.

Piero Lissoni, -direttore creativo di marchi come Alpi, Boffi, De Padova, Lema, Living Divani  e il designer dietro alcuni iconici pezzi d’arredo degli ultimi anni- sa quale effetto, prestazione e qualità cerca quando sceglie le pitture per i suoi progetti, quindi chi meglio di lui poteva lavorare con Kerakoll alla creazione di una nuova linea colore ? ?

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Le nuove piastrelle esagonali

Le piastrelle esagonali sono di gran moda e ti permettono di aggiungere un disegno, un motivo a muri e pavimenti.

Quando lavoro ad un progetto, decido subito che materiali usare. Alcune volte i materiali scelti hanno già di per sè una grande personalità (per esempio il marmo) per questo non sempre hanno bisogno di essere accompagnati da delle aggiunte di colore o da tessuti disegnati.

Se si opta per una palette neutrale, il marmo, il legno o la semplice piastrella può essere presentato in forma diversa per evitare di scadere nel noioso.

In questo post, ho selezionato alcuni esempi di  nuove piastrelle esagonali. Che sia una combinazione di piastrelle di legno e marmo come nella foto in alto (di Idee & Parquet by Gazzotti), o semplici piastrelle grigie ma in forma esagonale abbinate a rubinetterie in rame (interni di Ambert Interiors), che sia un muro 3D in legno (Timber Alexander tasselli di Giles Miller) o uno sfondo alla tua vasca come nel catalogo di  Porcelanosal’esagonale è un buon modo per smuovere le acque senza aggiungere troppo.

Se poi ti senti coraggioso, puoi copiare la soluzione nella foto in basso del Cups Nine Cafè in Grecia e lasciare le piastrelle esagonali invadere il pavimento di legno.

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DKUK Studio

Alcuni dei miei migliori amici vive a Peckham, nel sud di Londra. La nostra amicizia è nata a Brixton e Clapham e circa 10 anni dopo ci ritroviamo ancora a sud, solo che a volte a Sud di Roma e a volte a Sud di Londra 🙂

Peckham è cambiata tantissimo da quando vivevo a Londra, in un modo cos’ veloce e radicale che è possibile solo nella capitale britannica.

E’ adesso un posto pieno di bar e negozi cool, popolato da molte persone  vestite vinateg e con barbe lunghe quanto il Tamigi.

I  miei amici hanno un pub molto vivo qui, chiamato The Montpelier; se siete in zona e volete vedere la vera Londra, fateci un salto (per una pinta o due).

Un buon esempio della nuova vita a Peckham è DKUK Salon , un parrucchiere dove si espongono quadri  che propone un nuovo concetto e degli interni che colpiscono firmati da Sam Jacob StudioDKUK Salon è stato aperto nel 2014 da Daniel Kelly, un artista e parrucchiere che ha avuto l’idea di attaccare quadri invece che specchi nel suo Salone di modo che i clienti potessero apprezzare senza fretta le opere invece che fissare la propria immagine. E’ un’idea concettualmente molto carina ed in questo caso anche ben presentata (anche se devo ammettere, la sensazione di non essere in controllo sull’operato della forbice del parrucchiere, mi mette l’ansia). Questo piccolissimo negozio cattura con muri coperti di assi bianche e un dettagli gialli ispirati agli anni ottanta.

Le foto sono di Jim Stephenson.

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