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Andiamo! Da JAG Gallery

E cosi’, da un giorno all’altro, viaggiare e’ diventato difficile se non impossibile. Da un giorno all’altro, i confini sono stati chiusi e il quartiere dove viviamo e’ diventato il nostro mondo. Da un giorno all’altro e chissa’ per quanti altri giorni, non potremo prendere un aereo o un treno o una nave a cuor leggero che sia per motivi lavorativi, per vacanza, per esplorare, per abbracciare le persone che amiamo o semplicemente per scappare un po’.

Quello che mi piace dell’avere un blog è che mi permette di far viaggiare i miei lettori dalla loro scrivania, di ispirare curiosità, di mostrare entusiasmanti cose e posti nuovi.

Dopo Marrakech con il Museo YSL, Roma con il progetto di m2ft, Milano con Spinzi Design, oggi voliamo con l’immaginazione a Parigi, nella sofisticata Galerie Jag.

Galerie Jag è il luogo dove la curatrice Jessica Barouch espone e dispone una finemente selezionata collezione di oggetti e arredi di artisti da tutto il mondo.

Lo spazio è un appartamento nel 7° arrondissement, curato nei minimi particolari e “imbellito” (una parola che Jessica usa e che amo) da molti pezzi con qualità scultoree, parte della collezione Galerie Jag.

I colori ed i materiali giocano un ruolo importante nell’unificare questi elementi artistici: il bianco caldo, lo sfondo nero, il legno, tonalità naturali e pastose.

Design di Yuko Nishikaya
Design di Yuko Nishikaya
Design di Ryosuke Yazaki

(Images courtesy of JAG Galerie)

in Interni, Ispirazione, Mobili

Un open space a Madrid

pia mendaro, clara

Quando Clara Cebrian ha chiesto alla sua amica architetto Pia Mendaro di aiutarla a sistemare la sua nuova casa, le indicazioni erano semplici ma non facili: che fosse ‘quasi niente’ come ‘quasi nulla’.

La casa e’ un ex-magazzino di 100 metri quadrati a Madrid, uno spazio di 10 metri per 10 metri con dei pluviali, un tetto a timpano supportato da travi in acciaio e una facciata con una porta e due finestre. Pia Mendaro spiega: “Eravamo sicuri di 3 cose: che lo spazio dovesse essere percepito come e’- un quadrato-, che dovevamo usare la cucina che Clara aveva comprato in saldi, e che i pluviali rimanessero dov’erano perche’ inamovibili.

Abbiamo deciso di creare un muro ‘copertura’; sul cui fronte potessimo appoggiare la cucina (tutti vogliono sempre stare in cucina). La cucina cosi’ diventa la protagonista dello spazio, e dietro ad essa, nascosti il bagno e i servizi. Il muro passa sotto le travature, permettendo a questa struttura individuale di essere compresa per quello che e’, e fa si’ che le porte non si aprano direttamente sulla grande sala (soprattutto il bagno).

Durante il processo di posizionamento del letto di Clara, abbiamo pensato di fare un letto con ruote, una cabina, una scatola con finestre…fino a quando abbiamo deciso di staccarci dal suolo. Abbiamo cosi’ procurato un orizzonte nell’ ex-magazzino; una connessione con lo spazio esterno che riteniamo necessaria per la salute mentale. E’ diventato il punto focale del processo: una piattaforma leggera, semi sospesa, che a sua volta sostiene una piccola elevazione del tetto. Abbiamo disegnato questa struttura con Manuel Ocaña; tondini di acciaio da 20mm che lavorano alla compressione e sospensione, e funi da 8mm di corrugato in tensione. La piattaforma sostiene 5 persone, per cui abbiamo creato una vera e propria scala con ruote.”

Il risultato e’ uno spazio arioso e in cui ti senti libero; un posto versatile , divertente e per niente pretenzioso, pronto per essere riempito di gente, arte o semplicemente luce.

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Photographs Manuel Ocana, courtesy of Pia Mendaro.

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Train your eyes

La parte migliore di avere un blog ben avviato è che designer da tutto il mondo ti contattano per un saluto e per presentare i propro design (già in passato facevo questa considerazione, nel post su Valerio Vidali).

La settimana scorsa, una gentile giovane designer cinese , Yingjie Chen, mi ha scritto un’email offrendomi l’opportunità di scoprire le sue collezioni.

Nonostante sia giovanissima, il suo curriculum è ricco di competenze e riconoscimenti.

I suoi pezzi sono belli e facili da spedire (quindi a ridotto impatto ambientale) perché si piegano e sono smontabili.

Ho fatto a Yingjie Chen alcune domande riguardanti il suo approccio al design e la sua ispirazione:

Hai sempre avuto il desiderio di disegnare oggetti di design?

“Il mio interesse nel disegnare oggetti è cominciato quando ho intrapreso la mia laurea triennale in design industriale. Mi piace risolvere i potenziali problemi di prodotti esistenti ed analizzare l’interazione degli utenti con i prodotti. ”

Chi sono i designer che ti ispirano? 

“Sono stata ispirata da molti designer e architetti. Quello che mi ha ispirato maggiormente è il designer francese Philippe Stark. Il suo design spazia da un piccolo spazzolino da denti a grandi progetti e i suoi prodotti hanno tutti una grande personalità. Sono anche ispirata da I.M Pei, Renzo Piano, Frank Lloyd Wright e molti altri. ”

Quale oggetto di uso quotidiano di sarebbe piaciuto disegnare? 

“Mi piacerebbe disegnare più prodotti per la cucina, come frullatori, pentole e utensili. Mi piace cucinare e mi rendo conto che un prodotto per la cucina ben disegnato può fornire all’utente un’interazione più funzionale e una migliore esperienza.”

Qual’è il tuo consiglio per i giovani designer? 

“Train your eyes! Esercita gli occhi! Esplora tutto quello che c’è intorno a te, dalla natura alle costruzioni, dagli animali ai prodotti. Penso che in quanto designer, tu debba avere un occhio attento a vedere le cose belle nella vita e trarne ispirazione. La cosa bella di essere un designer è che abbiamo il potere di creare prodotti funzionali e estetici, che migliorano la vita di tutti i giorni della gente.

Adesso vivi negli Stati Uniti, cosa ti manca della Cina? 

“Studio negli Stati Uniti da quattro anni e quello che mi manca di più è sicuramente la mia famiglia che ha sempre supportato i miei studi e la mia carriera. Mi manca anche la cucina cinese!”

 

Sono sicura che Yingjie Chen farà una carriera brillante e spero che quando verrà a Roma mi chiamerà per un caffè e una chiacchiera sul design e la cucina cinese!

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Il migliore negozio di tessuti a Roma!

Questo è il posto dove prendo i tessuti per i miei progetti a Roma, fotografato dal bravissimo Elio Rosato.

L’atelier Le Proposte d’Interni occupa due ampi ambienti al piano rialzato di uno sfarzoso palazzo Romano, edificato dal 1542.

Sandro e Giovanni, cugini con una lunga tradizione familiare che ha che fare con la tappezzeria e le stoffe d’arredo, hanno ripulito le pareti dalle pitture degli ultimi anni ed hanno trovato l’originale color salvia, meravigliosamente scolorito.

In una stanza c’è ancora la vecchia libreria dove venivano conservati i documenti; questo infatto era l’archivio del palazzo. Ora questi scaffali in legno ospitano centinaia di campioni di tessuti bellissimi.

Le stoffe per gli interni sono sempre stati la mia passione e adoro venire qui,; ci passerei delle ore, a volte ce le passo a dirla tutta….

in Interni, Ispirazione colori, Mobili

Kiki Slaughter’s studio in Atlanta

Adoro gli studi: il più delle volte raccontano la storia di una passione, non solo di un lavoro.

Lo studio di Kiki Slaughter ad Atalanta è meraviglioso, ha grandi finestre, pareti di mattoni e l’armonia dei colori dei suoi dipinti tutt’intorno.

L’ultima creazione di Kiki Slaughter è la carta da parati Oh La La in Verdigris  per FEATHR, parte della collezione  di carte da parati Oh La La. 

Questo rivestimento, con la sua palette di “verde menta tenue, verde mare tendente al blu con inserti di rosso mattone e terracotta” – come ben descritto sul sito di FEATHR, rappresenta lo sperimentale, spontaneo approccio pittorico dell’artista americana.

Guarda lo studio di Davide Dormino o gli studi degli stilisti Antonio Marras e Stella Jean e dimmi quale più si avvicna al tuo stile.

Se invece di piace l’idea del colore steso ad acquarello, ma preferiresti dei cuscini guarda quelli di Romo.

Photographs by Jimmy Johnston

in Interni, Mobili

Hay per Ikea

Hay ha rilasciato alcune immagini dei prodotti disegnati per Ikea; la nuova collezione, chiamata Ypperlig, sarà lanciata ad Ottobre in tutto il mondo.

Questa è un altra prestigiosa collaborazione del marchio svedese dopo la collezione Sinnerling disegnata da una dei miei designer preferiti Ilse Crawford nel 2015.

Una delle lampade più carine di Ikea fa parte di questa collezione; questo pendente fatto di bamboo e lattice arreda molte case e bar pubblicati nella più belle riviste.

I pezzi delle collezione Sinnerling sembrano essere ben fatti, in perfetto accordo con la filosofia di Hay ma a prezzi competitivi di Ikea.

Io prenderò per me e le persone con cui lavoro il set da cancelleria nero, è molto difficile trovare degli oggetti per la scrivania abbordabili e stilosi come questo (di fatto per ora a casa tengo tutto nel cassetto).

La cornice rossa, disponibile anche in verde, è una buona idea per un ingresso.

Ikea sta anche migliorando notevolmente nella presentazione dei propri prodotti, lo styling delle foto della collezione Ypperlig è accattivante e fonte di ispirazione.

Mi piace molto il muro rosso con la condotta rosa, da copiare!

Qual’è il tuo pezzo Hay/Ikea preferito?

Hai già pensato cosa ti piacerebbe cambiare a casa tua o nel tuo ufficio in autunno?

 

in Arte + artigianato, Interni, Ispirazione, Persone

Davide Dormino’s studio

Lo studio di Davide Dormino è una stratificazione di segni d’arte.

Nulla è lì per caso e ci vuole un pò di tempo per notare e capire tutti quei vari segni disseminati nel studio al Pigneto, una delle zone più in fermento a Roma.

Appena arrivati l’attenzione si concentra sulle grandi opere illuminati dai finestroni di questo spazio inaspettatamente dal sapore industriale. L’occhio indugia sulle sculture -i chiodi in ferro arruginito, i busti, il teschio in legno casualmente appoggiato in un angolo- e sulla parete dedicata al suo ultimo progetto “Anything to Say” che ha avuto grandissima risonanza.

Poi la mente si accomoda e, piano piano, saltano agli occhi mille altri particolari, dalle bellissime tracce della calligrafia di Davide sparse un pò ovunque, alla collezione di vecchi chiodi, gli affascinanti schizzi, le scarpe sulle mensole che sembrano essere lasciate da un personaggio del passato, le tele al contrario, le sedie appese, il punto di ceralacca sotto la scultura di ferro-ghigliottina.

E non che sia difficile passare qui qualche ora perchè Davide Dormino ti mette a tua agio, con quel suo misto di passione ed indifferenza, il sorriso dolce ed i gesti sicuri, quel candore che a tratti lo fa sembrare svampito.

Per saperne di più e per vedere i suoi progetti, compreso “Anything to say”, visitate il suo sito e date anche un’occhiata anche alle immagini che saltano fuori cercando ‘Davide Dormino‘ su google che sono un pò la cronaca a grandi linee del suo fare e apparire.

Fotografie di Elena Giavarini.

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(Foto di Elena Giavarini)

in Arte + artigianato, Interni, Ispirazione, Persone

Lo studio di Stella Jean

Alcuni di voi si ricorderanno che due anni fa ho scritto un post intitolato I ♥♥♥ Stella Jean. Beh, mi piace ancora molto il suo lavoro e tutte le volte che ricevo un invito ad un matrimonio penso che il look perfetto per me sarebbe una camicia da uomo e una gonna d’ispirazione africana, ovvero il più iconico outfit di  Stella Jean (vedi la foto di lei con il ‘mio’ outfit qui di seguito).

Qualche mese fa ho conosciuto una giovane donna di talento, Giulia Bertuletti, che lavora come video-maker, regista e fotografa (dai un’occhiata al suo Vimeo) e mi ha fatto vedere le fotografie sottostanti che ha scattato nello studio di Stella Jean a Roma per Marie Claire Corea.

Visto che recentemente sto sviluppando un interesse ossessivo per gli spazi lavoratori di persone creative, ho deciso di chiederle se potevo pubblicare le foto sul mio blog ed eccole qui.

Oggi ho visitato un altro interessante studio d’artista (Gaetano Zampogna) e se riesco tornerò a fare qualche altra foto (ne puoi intanto vedere qualcuna sul mio Instagram).

Inoltre a breve pubblicherò le foto dello studio super-creativo di Davide Dormino. Rimanete sintonizzati per un valanga d’ispirazione!

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in Arte + artigianato, Interni

L’arte negli uffici di Facebook

Mark Zuckerberg – l’uomo responsabile della più diffusa droga dei giorni nostri, Facebook– ha appena pubblicato (su Facebook, va da sè) delle foto scattate nei suoi uffici sparsi in giro per l’America con delle interessanti opere artistiche. Sono le immagini dei suoi pezzi preferiti opera di  artisti emergenti in-residenza (a cui quindi si fornisce vitto e alloggio) chiamati ad riempire i muri degli spazi lavorativi dei colossi americani con la loro creatività.

FB ha anche uno studio di stampa e un workshop chiamato Facebook Analog Research Laboratory “dove gruppi di dipendenti possono rilassarsi durante una pausa e disegnare qualcosa o fare una stampa da attaccare al muro”. Un esempio di questo canale creativo sono le piccole tele nella seconda foto dall’alto, fatte per l’appunto da alcuni dipendenti.

Per  Mark Zuckerberg è un efficace modo di socializzare e sentirsi parte di un progetto in continua evoluzione e io sono perfettamente daccordo; anzi vi dirò di più, se potessi me lo prenderei pure io  un artista in-residenza (con stamperia).

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